Genere biografico, drammatico
.
Regia Clint Eastwood:
Sceneggiatura Dustin Lance Black
Produttore Clint Eastwood, Robert Lorenz, Brian Grazer, Ron Howard
Casa di produzione Imagine Entertainment
Malpaso Productions
Wintergreen Productions
Fotografia Tom Stern
Montaggio Joel Cox, Gary D. Roach
Scenografia James J. Murakami
.
Interpreti e personaggi:
.
Leonardo DiCaprio: J. Edgar Hoover
Armie Hammer: Clyde Tolson
Naomi Watts: Helen Gandy
Josh Lucas: Charles Lindbergh
Ed Westwick: Agente Smith
Lea Thompson: Lela Rogers
Dermot Mulroney: Colonnello Schwarzkopf
Jeffrey Donovan: Robert Kennedy
Stephen Root: Arthur Koehler
Judi Dench: Anne Marie Hoover
Ken Howard: Generale Harlan F. Stone
Miles Fisher: Agente Garrison
Ryan McPartlin: Lawrence Ritchie
Damon Herriman: Bruno Hauptmann
Christian Clemenson: Ispettore Schell
Denis O'Hare: Albert S. Osborn
Geoff Pierson: Alexander Mitchell Palmer
Christopher Shyer: Richard Nixon
Michael O'Neill: Senatore McKellar
Amanda Schull: Anita Colby
Josh Hamilton: Robert Irwin
Zach Grenier: John Condon
Gary Werntz: Avvocato generale
Josh Stamberg: Agente Stokes
.
Purtroppo da Clint Eastwood mi aspettavo qualcosa di meglio...
Intendiamoci, è un film sufficiente (secondo me sicuramente meglio di Hereafter)... ma a livello di Invictus.
.
Eastwood non riesce a ricreare la magia che caratterizzava i suoi precedenti lavori.
L'interpretazione di DiCaprio vale da sola il biglietto del film... sempre più bravo e convincente in ogni pellicola.
Note negative:
-L'eccessiva lentezza nelle scene... a volte interminabili... e accompagnate da un pianoforte che sicuramente non migliora la situazione...
-Il doppiaggio di J.Edgar da vecchio... Il doppiatore cambia solo il tono e l'impostazione...
Risulta assolutamente fuori luogo.
-La narrazione della vita di J.Edgar avviene in maniera troppo scolastica... non graffia quanto dovrebbe.
lunedì 9 gennaio 2012
lunedì 2 gennaio 2012
The Hurricane (1999)
Durata 145 min
Genere drammatico, biografico
Regia Norman Jewison
Soggetto Rubin 'Hurricane' Carter, Sam Chaiton e Terry Swinton
Sceneggiatura Armyan Bernstein e Dan Gordon
Fotografia Roger Deakins
Montaggio Stephen E. Rivkin
Musiche Christopher Young
Scenografia Philip Rosenberg, Dennis Davenport e Gordon Sim
.
Genere drammatico, biografico
Regia Norman Jewison
Soggetto Rubin 'Hurricane' Carter, Sam Chaiton e Terry Swinton
Sceneggiatura Armyan Bernstein e Dan Gordon
Fotografia Roger Deakins
Montaggio Stephen E. Rivkin
Musiche Christopher Young
Scenografia Philip Rosenberg, Dennis Davenport e Gordon Sim
.
Interpreti e personaggi:
Denzel Washington: Rubin 'Hurricane' Carter
Vicellous Reon Shannon: Lesra Martin
Deborah Kara Unger: Lisa Peters
Liev Schreiber: Sam Chaiton
John Hannah: Terry Swinton
Dan Hedaya: Det. Sgt. Della Pesca
Debbi Morgan: Mae Thelma
Clancy Brown: Ten. Jimmy Williams
David Paymer: Myron Bedlock
Harris Yulin: Leon Friedman
Rod Steiger: Giudice Sarokin
Badja Djola: Mobutu
Vincent Pastore: Alfred Bello
Al Waxman: Direttore del carcere
Merwin Goldsmith: Giudice Larner
Denzel Washington: Rubin 'Hurricane' Carter
Vicellous Reon Shannon: Lesra Martin
Deborah Kara Unger: Lisa Peters
Liev Schreiber: Sam Chaiton
John Hannah: Terry Swinton
Dan Hedaya: Det. Sgt. Della Pesca
Debbi Morgan: Mae Thelma
Clancy Brown: Ten. Jimmy Williams
David Paymer: Myron Bedlock
Harris Yulin: Leon Friedman
Rod Steiger: Giudice Sarokin
Badja Djola: Mobutu
Vincent Pastore: Alfred Bello
Al Waxman: Direttore del carcere
Merwin Goldsmith: Giudice Larner
.
Un film toccante, che tiene sempre viva l'attenzione dello spettatore.
Il tema della discriminazione razziale viene resa in maniera superlativa e reale dall'interpretazione straordinariaria di Denzel Washington.
Nota: La prova recitativa di Denzel Washington nel ruolo di Carter è stata premiata al Festival di Berlino 2000 con l'orso d'argento, un Golden Globe ed è valsa la nomination come miglior attore ai Premii Oscar 1999. Anche Norman Jewison venne premiato con il Prize of the Guild of German Art House Cinemas. Il film ricevette in tutto sei riconoscimenti internazionali.
.
Citazioni:
Da quel momento in poi decisi di prendere il controllo della mia vita, e cominciai a trasformare il mio corpo in un'arma.
Decisi di traformare il mio corpo in un'arma capace un giorno di restituirmi la libertà
L'odio mi ha messo in prigione,l'amore mi farà uscire
Il film fa uso di vari espedienti narrativi molto diversi dalla vicenda reale vissuta da Carter.
- Egli non accoltellò un pedofilo per proteggere lui e un suo amico (come mostrato nel film), in realtà fu un'aggressione con rapina.
- Carter andò in carcere all'età di 14 anni.
- Prima della carriera di pugile è stato condannato per tre rapine a mano armata.
- Carter fece parte di una banda chiamata Gli Apaches.
- Nella carriera militare fu richiamato quattro volte dalla Corte Marziale ed in seguito congedato per inadeguatezza al servizio, pertanto non è vero il suo ritorno come soldato decorato.
- La notte in seguito all'omicidio la sua macchina venne fermata due volte, ma solo alla seconda venne effettivamente arrestato.
- Nel film l'auto è una Dodge Monaco anziché una Polara
- Willie Marins, una delle vittime, ferita all'occhio, al momento in cui la polizia chiede di indicare se era Carter l'assassino, non scuote la testa, come mostrato nel film, ma afferma di non essere in grado di dare una risposta certa.
- La testimonianza di Patricia Valentine è riportata come: "the tail-lights lit up all across the back", mentre la vera testimonianza fu: "the tail-lights did not light up all across the back".
- Patricia Valentine non cambiò la sua testimonianza come dichiarato da uno degli investigatori canadesi interpretato da John Hannah.
- All'epoca dei fatti Patricia era una ragazza di ventitré anni e non una donna di mezza età.
- Non è vero che le due giurie erano entrambe formate per intero da persone bianche, la seconda conteneva due persone di colore.
- Gli investigatori canadesi non scoprirono nessun nuovo indizio.
- Gli investigatori non furono mai minacciati né subirono attentati.
Sherlock Holmes: Gioco di ombre (2011)
Titolo originale Sherlock Holmes: A Game of Shadows
Durata 128 minuti
Genere: azione, giallo, avventura
Durata 128 minuti
Genere: azione, giallo, avventura
.
Regia Guy Ritchie
Soggetto Arthur Conan Doyle (personaggio)
Lionel Wigram (graphic novel)
Sceneggiatura Kieran Mulroney, Michele Mulroney
Produttore Susan Downey, Dan Lin, Joel Silver, Lionel Wigram
Produttore esecutivo Steve Clark-Hall, Bruce Berman
Casa di produzione Silver Pictures, Village Roadshow Pictures
Fotografia Philippe Rousselot
Montaggio James Herbert
Musiche Hans Zimmer
Regia Guy Ritchie
Soggetto Arthur Conan Doyle (personaggio)
Lionel Wigram (graphic novel)
Sceneggiatura Kieran Mulroney, Michele Mulroney
Produttore Susan Downey, Dan Lin, Joel Silver, Lionel Wigram
Produttore esecutivo Steve Clark-Hall, Bruce Berman
Casa di produzione Silver Pictures, Village Roadshow Pictures
Fotografia Philippe Rousselot
Montaggio James Herbert
Musiche Hans Zimmer
.
Interpreti e personaggi:
Robert Downey Jr.: Sherlock Holmes
Jude Law: Dr. John Watson
Noomi Rapace: Madame Simza
Jared Harris: Prof. James Moriarty
Eddie Marsan: Ispettore Lestrade
Kelly Reilly: Mary Morstan
Stephen Fry: Mycroft Holmes
Rachel McAdams: Irene Adler
Geraldine James: Mrs. Hudson
Wolf Kahler: Dott. Hoffmanstal
Doppiatori italiani:
Luca Ward: Sherlock Holmes
Niseem Onorato: Dr. John Watson
Laura Romano: Sim
Pino Insegno: Prof. James Moriarty
Stefano De Sando: Mycroft Holmes
Federica De Bortoli: Irene Adler
Valentina Mari: Mary Morstan
Edoardo Stoppacciaro: Ispettore Lastrade
Dante Biagioni: Dott. Hoffmanstal
Interpreti e personaggi:
Robert Downey Jr.: Sherlock Holmes
Jude Law: Dr. John Watson
Noomi Rapace: Madame Simza
Jared Harris: Prof. James Moriarty
Eddie Marsan: Ispettore Lestrade
Kelly Reilly: Mary Morstan
Stephen Fry: Mycroft Holmes
Rachel McAdams: Irene Adler
Geraldine James: Mrs. Hudson
Wolf Kahler: Dott. Hoffmanstal
Doppiatori italiani:
Luca Ward: Sherlock Holmes
Niseem Onorato: Dr. John Watson
Laura Romano: Sim
Pino Insegno: Prof. James Moriarty
Stefano De Sando: Mycroft Holmes
Federica De Bortoli: Irene Adler
Valentina Mari: Mary Morstan
Edoardo Stoppacciaro: Ispettore Lastrade
Dante Biagioni: Dott. Hoffmanstal
Secondo me è geniale...
Sherlock e Moriarty... due menti geniali che si scontrano.
Il film è orchestrato perfettamente... un sussegguirsi di scene spettacolari, humor e azione adrenalitica... uno scontro giocato come fosse una partita a scacchi.
Protagonisti ispiratissimi e come già nel primo convincenti nei ruoli.
Robert Downey Jr è sempre più bravo.
Jude Law in gran forma.
Noomi Rapace brava.
Jared Harris nel personaggio.
Note:
Fortunatamente ho letto solo dopo aver visto il film che il doppiatore del Prof. James Moriarty è Pino Insegno... devo dire che comunque se l'è cavata...
mercoledì 16 novembre 2011
Cowboys & Aliens (2011)
Regia: Jon Favreau (Iron Man 1 & 2)
Soggetto dal fumetto di Scott Mitchell Rosenberg
Produttore: Ron Howard, Alex Kurtzman, Roberto Orci, Damon Lindelof, Scott Mitchell Rosenberg
Produttore esecutivo: Steven Spielberg, Denis L. Stewart, Karen Johnson, Daniel Forcey, K.C. Hodenfield
Sceneggiatura: Alex Kurtzman, Roberto Orci, Damon Lindelof, Hawk Ostby, Mark Fergus
Protagonisti: Daniel Craig, Harrison Ford, Olivia Wilde, Sam Rockwell, Adam Beach, Paul Dano, Keith Carradine
Soggetto dal fumetto di Scott Mitchell Rosenberg
Produttore: Ron Howard, Alex Kurtzman, Roberto Orci, Damon Lindelof, Scott Mitchell Rosenberg
Produttore esecutivo: Steven Spielberg, Denis L. Stewart, Karen Johnson, Daniel Forcey, K.C. Hodenfield
Sceneggiatura: Alex Kurtzman, Roberto Orci, Damon Lindelof, Hawk Ostby, Mark Fergus
Protagonisti: Daniel Craig, Harrison Ford, Olivia Wilde, Sam Rockwell, Adam Beach, Paul Dano, Keith Carradine
.
Dico Solo: Jon Favreau... Ron Howard, Steven Spielberg...Daniel Craig, Harrison Ford, Olivia Wilde...
5 Sceneggiatori tra cui Alex Kurtzman, Roberto Orci, Damon Lindelof (sceneggiatori dello Star Trek di J.J. Abrams)...
Effetti visivi realizzati da Industrial Light & Magic...
.
I presupposti ci sono tutti, no?...
... Invece no.
Il film inizia bene, come nei classici Western...con una scena introduttiva senza una parola... (anche se già bella violenta).
Poi il nulla... la pellicola si perde nella banalità.
Alieni scontati sia nella storia che nella realizzazione/ i protagonisti non sono curati/ storia piatta e senza una vera trama/ finale (come tutto il film) banalissimo e bruttino.
Il film lascia lo spettatore apatico. Non coinvolge.
I personaggi sono tutti buttati lì...
Olivia Wilde bellissima, ma messa lì senza un perché...(vista la lunghezza del film due parole potevano spenderle sulle sue origini...)
Harrison Ford deve sopportare un personaggio stereotipato... il classico cattivo in fondo buono.
Daniel Craig deve lottare con un personaggio poco interessante e mal approfondito.
Le scene di battaglia (a mio avviso poche) o d'azione sono noiose, inverosimili e mancano di mordente.
Il film punta solo nel far saltare lo spettatore sulla sedia per l'improvvisa apparizione dell'alieno di turno...
(e di problemi ne troviamo anche in questo... ...ci si aspetta che l'alieno arrivi... tutto è unicamente affidato ai primi piani e al sonoro).
- Consigliato unicamente per passare qualche ora d'intrattenimento senza pretese.
SPOILER TRAMA: .........................................
Il film si sintetizza:
Gli alieni arrivano, vogliono sfruttare le risorse della terra, rapiscono persone, fanno esperimenti, gli umani fanno coalizione cowboys+indiani, mille morti nello scontro (alla Starship Troopers), scontro sulla nave madre (alla Stargate), vincono i buoni.
Robert Downey Jr. era originariamente indicato come maggiore interprete, ma fu sostituito da Daniel Craig nel gennaio 2010 dopo essere uscito dal film in favore di Sherlock Holmes 2.
venerdì 21 ottobre 2011
Cattivissimo me -Despicable Me (2010)
Durata 102 min
Regia Pierre Coffin, Chris Renaud
Soggetto Sergio Pablos
Sceneggiatura Ken Daurio, Cinco Paul
Produttore John Cohen, Janet Healy, Christopher Meledandri
Casa di produzione Illumination Entertainment
Doppiatori originali
Steve Carell: Gru
Kristen Wiig: Miss Hattie
Julie Andrews: mamma di Gru
Jason Segel: Vector
Miranda Cosgrove: Margo
Dana Gaier: Edith
Elsie Fisher: Agnes
Will Arnett: Mr. Perkins
Ken Jeong: scienziato
Danny McBride: Fred McDade
Russell Brand: Dr. Nefario
Doppiatori italiani
Max Giusti: Gru
Angela Brusa: Miss Hattie
Manuela Andrei: mamma di Gru
Edoardo Stoppacciaro: Vector
Rossa Caputo: Margo
Veronica Benassi: Edith
Arianna Vignoli: Agnes
Alessandro Budroni: Mr. Perkins
Franco Mannella: Fred McDade
Nanni Baldini: Dr. Nefario
Ieri sera ho visto Cattivissimo me.
Beh, un film che si lascia vedere...senza troppe pretese...
Forse più adatto ad una fascia under 18...
Parte più azzeccata del film sono i Minion (in inglese tirapiedi/adulatori) e le movenze di Gru, comicissimo il balletto finale...
Scettico all'inizio sulla scelta del doppiatore italiano di Gru (Max Giusti) mi sono dovuto ricredere...
giovedì 20 ottobre 2011
Cenere (Marco Rinaldi) 2011
| Lo spettacolo di Rinaldi, Calcagno e Monforte debutta al Sipario Strappato di Arenzano. La Resistenza in Liguria tra dramma e allegria. Pubblichiamo un estratto dal libro omonimo |
Cenere
All'interno di Cenere, Marco Rinaldi, narra con uno stile colloquiale, alcuni episodi meno conosciuti della resistenza. Tra momenti, a volte toccanti, a volte drammatici, altre volte conditi da allegria, la narrazione ci porta a rivivere le vicende con naturalezza, come se le ascoltassimo da un vecchio amico seduto con noi al tavolino di un bar.
Tre autori mutuati da diverse esperienze, per parlarci e raccontarci una storia di speranze, sogni, riscatto, amori. Amore per la libertà. Cenere è un viaggio nel mondo e nella vita della lotta partigiana in Liguria, il tutto affrontato senza moralismi né forzature, ma con empatia e condivisione. Il metodo affrontato dai tre autori è quello della narrazione teatrale, linguaggio che hanno perseguito componendo uno speciale ipertesto didascalico.
Marco Rinaldi è nato a Genova nel 1965. Da vent'anni fa il comico e fa parte del duo di cabaret Soggetti Smarriti. Ha partecipato a innumerevoli spettacoli e trasmissioni radiotelevisive. Il suo sogno attuale è quello di raccontare belle storie.
Lazzaro Calcagno è nato ad Arenzano nel 1962. È un attore, autore e regista teatrale di raro talento e ha avuto a che fare con i più grandi nomi del teatro italiano. I suoi testi e le sue regie, hanno ottenuto importanti riconoscimenti in tutta Italia. È direttore del teatro Il Sipario Strappato di Arenzano.
Matteo Monforte è nato a Genova nel 1976. Nella vita scrive per la televisione e il teatro. Collabora come autore con comici di Zelig e Colorado cafè. Ha pubblicato due romanzi: La Genova Male e Come siamo caduti in basso Oscar.
Vorrei raccontare una storia.
Una storia, magari di quelle mai raccontate... di quelle che quando escono dalla bocca poi non sai più come riuscire a fermarle, una di quelle storie che le parole sono come un flusso e ti ci ritrovi avvolto come una spirale.
Una di quelle storie che non si sono mai sentite, che quando le racconti il pubblico va in delirio e poi ti acclama e ti aspetta all’uscita dei camerini per un autografo.
Una storia di questi tempi... in questi tempi dove non c’è più pazienza di ascoltarle.
Una di quelle storie che ti tengono incollato alla sedia e non sai più come uscire da quell’emozione che la parola trasmette.
Ecco, vorrei raccontarvi una storia così. E invece la storia che vi racconterò è una storia banale. Nient’altro che una storia normale che appartiene a molti di noi, ma che ti accorgi che se non la raccontassi si perderebbe per sempre… sarà perché in questi tempi arroganti si fa in fretta a dimenticare chi eravamo e chi siamo stati, anche se quello che eravamo e siamo stati è quello che siamo.
Questa storia ha un nome, il nome di un ragazzino.
Un ragazzino che si chiamava Renato Bisso.
E poi ha il nome di un prete, don Alfredo Cambiaso, parroco di Uscio.
È il 1945, verso fine aprile.
La 132° Wermacht di Sestri Levante decide di ritirarsi verso nord passando sulla Via del Sale. Ormai la disfatta è vicina. Genova è praticamente in mano ai partigiani e gli americani stanno arrivando, bisogna andare via e anche alla svelta.
Per poter raccogliere il maggior numero di truppe in ritirata i comandanti tedeschi decidono di passare da Recco e risalire la strada verso Uscio in modo da potersi accampare per breve tempo lungo i boschi di Tecosa. L’obiettivo è raggiungere il Po e poi andare a nord, sempre più a nord. A casa.
Ai 4000 soldati della Wermacht si uniscono 400 camicie nere, 1500 effettivi della Monterosa, 1000 del battaglione San Marco e reparti della kriegsmarine costiera, la marina militare tedesca.
Dovrebbero congiungersi anche i gruppi di artiglieria delle batterie di Uscio, però questo non avviene perché in paese entrano in azione la seconda brigata della divisione Matteotti e la brigata garibaldina Berto. I partigiani non permettono quindi il ricongiungimento degli artiglieri con la colonna in fuga.
La ritirata non avviene come i tedeschi hanno previsto, l’azione è bloccata, i partigiani sono dappertutto lì intorno. La situazione è in una fase di stallo e questo spaventa molto i crucchi, infatti decidono che bisogna mandare qualcuno in avanscoperta per capire come sono le strade, se si può passare di qua o se è meglio di là, e mandano gli uomini della Kriegsmarine.
I marinai tedeschi obbediscono, ma da perfetti lupi di mare, sui monti di Uscio, non fanno nemmeno in tempo a mettere il naso fuori che vengono subito intercettati e ridotti alla resa dai partigiani.
Roba da matti. Sei circondato in mezzo ai monti, intorno ci sono solo boschi e tu, in avanscoperta, mandi i marinai? Che cosa ti aspettavi?
Il nervosismo serpeggia, combattere un nemico invisibile ti fa saltare i nervi.
Piccoli gruppi di tedeschi e di fascisti tentano di sfuggire all’accerchiamento. Vengono catturati in gran numero. Arrivano anche i primi americani. Bisogna che ‘sti tedeschi si arrendano! E così iniziano le trattative.
Ci vuole un negoziatore. Un negoziatore neutrale, uno al di sopra delle parti e ai partigiani viene un’idea.
Come in una scena manzoniana, in piena notte, piombano nella canonica e chiedono al parroco di Uscio se se la sente di prendersi una briga non da poco: detto in poche parole, deve andare dai tedeschi e intimare la resa.
Il parroco è Alfredo Cambiaso, ed è un prete con la P maiuscola, oltre che un uomo con gli attributi. Armato di una buona dose di coraggio, alle 6 del mattino del 24 aprile, si presenta in località Cabona dal comando tedesco per trasmettere l’invito alla resa.
La giornata è meravigliosa, il sole è già spuntato dal monte di Portofino e il cielo è terso, azzurro e non c’è una nuvola in cielo.
Tutto sembra voler contribuire al successo della trattativa, infatti la risposta del tenente della polizia tedesca è:
«No! Nein! Nicht! Non se ne parla nemmeno!» e la accompagna con la promessa, nel caso di attacco da parte dei partigiani, di rifarsi sulla popolazione di Uscio e don Alfredo sa bene che queste cose, i tedeschi, sanno farle proprio bene!
Bel personaggio ‘sto tenente. Fa pure lo sbruffone con la sua rivoltella Luger P08 a portata di mano.
Insomma, non se ne fa nulla.
La prima pietra però è stata posata. È un inizio. Passano tre giorni fra continui abboccamenti, contatti e piccoli passi avanti. Il parroco è attivissimo, i partigiani sono tutt’intorno e i tedeschi vogliono raggiungere il Po, ma in quel versante, verso nord, i partigiani controllano tutte le strade.
Bisognerebbe dare un’accelerata anche perché Genova è ormai liberata. I tedeschi hanno già firmato la resa due giorni prima e gli americani sono arrivati l’indomani con le loro jeep, le sigarette e le musiche di Glenn Miller.
La situazione cambia improvvisamente all’alba del 27, quando gli americani, appena giunti a Gattorna, il paese dirimpetto ad Uscio, decidono di entrare in azione.
Dotati del solito pragmatismo stile USA e del solito loro modo di intendere la diplomazia, comunicano che è necessario evacuare Uscio perché alle 10 in punto bombarderanno.
Bombarderanno!
La sottile arte della negoziazione americana…
(da genova.mentelocale.it)
mercoledì 19 ottobre 2011
L'alba del pianeta delle scimmie (2011)
Titolo originale Rise of the planet of the apes.
Un film di Rupert Wyatt.
Con James Franco, John Lithgow, Freida Pinto, Brian Cox, Tom Felton.
David Oyelowo, Tyler Labine, Jamie Harris, David Hewlett, Ty Olsson, Madison Bell, Makena Joy, Kevin O'Grady, Sean Tyson, Jack Kuris, Tammy Hui
Sono andato a vedere questo film con aspettative a dir poco pessime...
Ho letto diverse recensioni e devo dire che mi aspettavo un film completamente diverso, sia nella trama che per la conclusione.
(Nota: Cmq mi sono ripromesso, dopo aver letto ovunque recensioni ottime su film come Drive - intendiamoci è un film piacevole, ma non un capolavoro da pieni voti - e pessime su questo di dare meno peso alle recensioni).
Devo dire che il film mi è piaciuto.
La pellicola si focalizza sulla figura centrale della scimmia Cesare (anche se, a mio giudizio, Caesar in inglese stava meglio),sviluppando un personaggio credibile e molto espressivo.
James Franco forse un po' poco espressivo, ma sempre bravo.
Un Draco Malfoy/Tom Felton ormai abbonato al ruolo di antipatico/insopportabile.
La fine del film poi è azzeccata e senza eccessi fastidiosi.
L'idea di fondere poi i titoli e parte del finale la trovo giusta.
Anche gli effetti speciali sono ben realizzati, senza mai cadute di tono (a trovare proprio un difetto c'è forse la troppa velocità e leggerezza nei volteggi dei primati).
Insomma un film che è una vera sorpresa.
Da vedere.
Note sul cast:
-James Franco venne contattato per la parte di Rodman dopo il rifiuto di Tobey Maguire... (aggiungerei pericolo scampato :)
NOTE:
-Seguito:
A proposito di un eventuale seguito, il regista Rupert Wyatt ha affermato che il film termina con degli interrogativi e che potrebbe «sviluppare qualunque tipo di seguito, ma questo è solo l'inizio».
Lo sceneggiatore e produttore Rick Jaffa ha confermato che nel film sono presenti numerosi dettagli atti ad introdurre un seguito, compresa una versione dell'astronave comparsa nel film del 1968.
-La scimmia Cesare, già comparsa negli ultimi tre film della serie classica Fuga dal pianeta delle scimmie, 1999 - Conquista della Terra e Anno 2670 - Ultimo atto, nel ruolo del leader delle scimmie, ruolo che riprende anche in questa pellicola, guidando la rivolta che darà vita al pianeta delle scimmie
Iscriviti a:
Post (Atom)





