mercoledì 2 febbraio 2011

Radiofreccia (1998)

Radiofreccia (1998)

Paese Italia
Anno 1998
Durata 112 min
Genere drammatico (commedia)
Regia Luciano Ligabue
Soggetto Luciano Ligabue
Sceneggiatura Antonio Leotti, Luciano Ligabue
Casa di produzione Fandango
Fotografia Arnaldo Catinari
Montaggio Angelo Nicolini
Musiche Luciano Ligabue
Scenografia Stefano Giambanco

 
 « Te sta' dentro, che qua fuori è un brutto mondo! »
 
(Freccia)
 

Luciano Ligabue passa alla regia, mettendosi alla prova e a mio avviso riuscendo benissimo nell'impresa.
Radiofreccia è la storia di cinque ragazzi e di una radio nella provincia della Bassa Padana.

Il film tratto dalla sua raccolta di racconti "Fuori e dentro il borgo", narra attraverso una storia semplice, la fine di una stagione, di "quegli anni '70",  attraverso la prospettiva della provincia emiliana. 

Per realizzare questa pellicola si avvale di un cast formato da giovani attori che recitano con spontaneità e genuinità.

All'inizio del film, ho trovato molti di questi attori poco convincenti, ma nella visione la loro naturalezza credo aiuti lo spettatore a immedesimarsi nella storia.

La colonna sonora è azzeccatissima: David Bowie, Doobie Brothers, Lou Reed,  Creedence Clerawater Revival ...     ...e Ligabue (aggiunge il suo tocco personale) con "Ho perso le parole", "Metti in circolo il tuo amore", "Can't help falling in love" (suonata dalla banda di Correggio).


VINCITORE DI 3 PREMI DAVID DI DONATELLO:
Migliore regista esordiente, Miglior attore protagonista (Stefano Accorsi), Miglior sonoro


CURIOSITA'
  • La vicenda dell'ippopotamo è realmente accaduta a Correggio, quando un ippopotamo è scappato dal circo che era in città in quei giorni.
  • Alla fine del film quando nel 1993, si vede Adolfo il barista (Guccini) che ha lasciato il bar in gestione alla figlia; interpretata da Teresa Guccini, figlia del cantante anche nella vita.
  • Nel film vengono proposte una a seguito all'altra le canzoni Werewolves of London e Sweet Home Alabama, che Kid Rock unirà dieci anni dopo, creando il successo estivo All Summer Long.
  • Nella scena in cui Bruno, Freccia, Iena, Tito e Boris vanno a vedere com'era Radio King si vede Ligabue nei panni di deejay, infatti in una scena antecedente, nel momento in cui erano al bar dalla radio si sente "Siete su Radio King da Reggio, solo musica buona, solo la musica che ci pare, per le vostre richieste chiamate il 581363, i pezzi brutti non ve li passiamo", sentendo la voce del deejay si può riconoscere la voce di Ligabue.

Sceneggiatura

Il film è tratto dalla raccolta di racconti Fuori e dentro il borgo scritto dallo stesso Ligabue. In particolar modo la storia ricalca i racconti Il girotondo di Freccia e Radio Fu. La sceneggiatura viene riscritta a quattro mani dallo stesso regista, Ligabue, in collaborazione con Antonio Leotti. Questi, inoltre, inseriscono anche altri personaggi dello stesso libro, ma trascurano volutamente la parte biografica ivi contenuta.
Da sottolineare la differenza con il libro, ove il personaggio di Freccia è in realtà chiamato Foja, in virtù di una voglia a forma di foglia che aveva sotto ad un orecchio.

HEREAFTER (2010)


Hereafter
Nazione: USA
Anno: 2010
Genere: drammatico, thriller
Durata: 2h09m
Regia: Clint Eastwood
Sceneggiatura: Peter Morgan
Fotografia: Tom Stern
Musiche: Clint Eastwood
Cast: Cecile De France, Thierry Neuvic, Matt Damon, Jay Mohr, Frankie McLaren, George McLaren, Cyndi Mayo Davis, Lisa Griffiths, Jessica Griffiths, Ferguson Reid, Derek Sakakura, Richard Kind, Charlie Creed-Miles, Lyndsey Marshal, Rebekah Staton

Di seguito un'ottima (anche se  eccessivamente cattiva) recensione di Hereafter presa dal sito : http://www.cinemaeviaggi.com/2011/01/hereafter.html....
(...e purtroppo il tempo scarseggia...)


Recensione

Clint Eastwood è stato indiscutibilmente un attore di grandi qualità. Anche come regista ha deliziato pubblico e critica con un gran numero di ottimi film. Le aspettative attorno ad un suo nuovo film sono, dunque, sempre molto alte e difficilmente disattese. “Hereafter” è, però, un mezzo passo falso e se non fosse stato girato da Eastwood nessuno lo avrebbe degnato di minima considerazione.
“Hereafter”, parte da un’idea interessante, ma neanche troppo originale: le  esperienze ravvicinate con la morte e la possibilità di parlare con le persone defunte. Eastwood non si preoccupa, però, di  dipingere l’aldilà come quello rappresentato in “Al di là dei sogni” di Vincent Ward oppure in “Amabili resti” di Peter Jackson. Si concentra, invece, sui protagonisti che vengono segnati dalla morte: soffrono per la perdita di un proprio caro, per il senso di colpa di essere sopravvissuti o per l’inquietudine di aver perso una vita normale a causa di un “dono” non richiesto.
Già dalle prime scene “Hereafter” presta il fianco a facili critiche: la scena dello tsunami è realizzata in modo grossolano con effetti speciali ridicoli. Gran parte della colpa questa debacle è da attribuire alla sceneggiatura di Peter Morgan (Oscar per “The Queen” e “Frost/Nixon”), priva di spessore e di interesse. La storia non coinvolge e non lascia utili spunti di riflessioni. La narrazione degli avvenimenti dei tre protagonisti non è equilibrata e non offre validi elementi che le leghino. Se la storia americana è la più avvincente e prossima alle tematiche di Eastwood, quella francese sembra adattata da un film di Claude Lelouche e quella inglese da un dramma sociale di Ken Loach. Tre storie che singolarmente potevano avere un valore, ma che non si amalgamano, sprovviste di un fil rouge che le rendano un’entità indivisibile. A tal proposito, il finale che le riunisce è scadente, banale conclusione di un film mal strutturato.
Il cast di “Hereafter” vede un buon Matt Damon capace di rendere pubblica una storia intima e drammatica. Se tutto quanto ruota attorno al suo “dono”, straordinario per gli altri ma per sé infausto, regala momenti commoventi, fa sorridere la banale della storia d’amore che nasce dal corso di cucina, pieno di idiozie e luoghi comuni sull’Italia e la sua arte culinaria. Quello che ne viene fuori è peggiore di quanto visto nel film “Lezioni di cioccolato” tra Luca Argentero e Violante Placido. Cécile de France, nel ruolo di Marie, appare confusa per nulla convincente. L’attrice belga, forse, è ancora troppo legata ai ruoli leggeri che le hanno reso giustizia finora. La sua storia, descritta in lingua francese per scelta del regista, è forzata, poco credibile. Le interpretazioni dei gemellini George e Frankie McLaren sono incantevoli quando mostrano la loro intesa e la loro complicità, ma risultano sterili quando i due sono in scena singolarmente.
“Hereafter” è un mediocre thriller new age che rovina pietosamente in un melodramma privo di mordente. Clint Eastwood non poteva certo dare risposte sull’aldilà, ma almeno poteva meglio indirizzare il suo film lungo binari più stabili. Un film confuso e poco intrigante.

Trama

Marie Lelay è una giornalista francese scampata ad uno tsunami. Rientrata a Parigi si interroga sulla sua esperienza che l’ha condotta tra la vita e la morte. Inizia ad allontanarsi dal suo fidanzato che non riesce a comprendere la sua difficile situazione. George Lonegan è un operaio americano con il dono di vedere i cari defunti delle persone con il solo tocco della mano. George non vede il suo come un dono meraviglioso, ma come una condanna che non gli consente di vivere una vita normale. Ci prova frequentando un corso di cucina italiana e coltivando la sua passione per i romanzi di Charles Dickens. Marcus è un ragazzino inglese che assieme a suo fratello deve tirare avanti badando anche alla madre tossicodipendente. Il tragico destino lo renderà un bambino ancora più smarrito e spaventato, alla ricerca ostinata di risposte sulla morte e sull’aldilà.

martedì 14 dicembre 2010

Lords of Dogtown (2005)

Genere- ?
Regia- Catherine Hardwicke
Soggetto- Stacy Peralta
Sceneggiatura- Stacy Peralta
Fotografia- Elliot Davis

  Interpreti-Personaggi:
John Robinson: Stacy Peralta
Emile Hirsch: Jay Adams
Victor Rasuk: Tony Alva
Rebecca De Mornay: Philaine
Heath Ledger: Skip Engblom
Elden Henson: Billy Z
Nikki Reed: Kathy Alva
Michael Angarano: Sid
America Ferrera: Thunder Monkey
Johnny Knoxville: Topper Burks
Alexis Arquette: amica di Topper Burks
Eddie Cahill: Larry Gordon
William Mapother: Donnie
Pablo Schreiber: Stecyk
Tony Hawk: Astronauta

Anni '70: Un gruppo di ragazzi provenienti da Venice Beach contaminano e rivoluzionano il mondo dello skateboard introducendo le classiche figure del surf.

Tutti i protagonisti della pellicola sono ben caratterizzati e su tutti troneggia un sempre incredibile Heath Ledger!

Il film si regge su questo... la strada che decidi di percorrere ti cambia la vita.

Malgrado più di un critico l'abbia stroncato (viene presentato come: documetario(mah), dramma(?), poco viscerale(!)...), l'ho trovato: bello, coinvolgente, particolare..insomma un film diverso dal solito.

Ottima la chiusa del film.

Insomma da vedere!



Colonna Sonora (spettacolare):
  1. Fire - Jimi Hendrix
  2. Space Truckin' - Deep Purple
  3. Voodoo Child - Jimi Hendrix
  4. Death Or Glory
  5. Hair Of The Dog - Nazareth
  6. I Just Want To Make Love To You - Foghat
  7. Fox On The Run - Sweet
  8. Motor City Madhouse - Ted Nugent
  9. Turn To Stone - Joe Walsh
  10. One Way Out - The Allman Brothers Band
  11. Success - Iggy Pop
  12. Suffragette City - David Bowie
  13. Iron Man - Black Sabbath
  14. Nervous Breakdown - Rise Against
  15. 20th Century Boy - T. Rex
  16. Maggie May - Rod Stewart
  17. Wish You Were Here Radiohead feat. Sparklehorse
  18. - Social Distortion

Curiosità:

  • Skip Engblom ha voluto Heath Ledger come interprete di sè stesso.
  • Il pluri-campione mondiale di skateboard Tony Hawk compare nel ruolo di un astronauta che, durante un servizio fotografico, cade da uno skateboard.
  • Il gruppo che suona alla festa nel locale è la band punk Rise Against, che interpreta Nervous Breakdown, dei Black Flag.
  • Skip Engblom, fondatore dello Zephyr Skate Team, compare in una scena nel ruolo dell'arbitro che dà il via a una gara di discesa su skateboard.
  • Stacy Peralta compare in una scena nel ruolo di regista televisivo che intervista Stacy Peralta (John Robinson).
  • Jay Adams e Tony Alva compaiono in una scena come amici di famiglia di Jay Adams (Emile Hirsch).
  • Bob Biniak compare nel ruolo di gestore di un ristorante.

lunedì 6 dicembre 2010

Nave fantasma - Ghost Ship (2003)

Genere horror

Regia Steve Beck
Sceneggiatura Mark Hanlon, John Pogue

Interpreti e personaggi:

Gabriel Byrne: Capitano Sean Murphy
Julianna Margulies: Maureen Epps
Ron Eldard: Dodge
Desmond Harrington: Jack Ferriman
Isaiah Washington: Greer
Alex Dimitriades: Santos
Karl Urban: Munder
Emily Browning: Katie Harwood

Francesca Rettondini: Francesca

1994: Viene avvistato nel mare di Bering il relitto della nave italiana Antonia Graza scomparsa misteriosamente nel 1954.. A capo del rimorchiatore incaricato del recupero c'è Sean Murphy (Gabriel Byrne)...


Film di tensione (la prima scena arriva davvero in modo inaspettato)... che riesce, anche grazie a un cast di attori quotati  come Gabriel Byrne, Julianna Margulies, Ron Eldard; a mantenere lo spettatore sulla corda ... almeno per una buona metà del film.

Una delusione per l'altra metà in cui assistiamo solo a fantasmi poco credibili e morti frettolose e poco colorite...

Peccato...l'idea se sviluppata in altro modo sarebbe stata davvero originale...A mio avviso si poteva  puntare di più sull'emissario della morte, magari dando il ruolo a Gabriel Byrne.

Anche la fine lascia l'amaro in bocca... ti fa pensare che poteva davvero uscirne un buon film...

Nel complesso un film guardabile...ma giusto per occupare il tempo...

Harry Potter e i doni della morte - Parte I

Genere fantastico

Regia David Yates
Soggetto J. K. Rowling (romanzo)
Sceneggiatura Steve Kloves
Produttore David Barron, David Heyman, JK Rowling


Interpreti e personaggi :

Daniel Radcliffe: Harry Potter
Rupert Grint: Ron Weasley
Emma Watson: Hermione Granger
Bonnie Wright: Ginny Weasley
James e Oliver Phelps: Fred e George Weasley
David Thewlis: Remus Lupin
Natalia Tena: Ninfadora Tonks
Brendan Gleeson: Alastor Moody
Michael Gambon: Albus Silente
Maggie Smith: Minerva McGranitt
Matthew David Lewis: Neville Paciock
Devon Murray: Seamus Finnigan
Evanna Lynch: Luna Lovegood
Rhys Ifans: Xenophilius Lovegood
Andy Linden: Mundungus Fletcher
Bill Nighy: Rufus Scrimgeour
Jim Broadbent: Horace Lumacorno
Robbie Coltrane: Rubeus Hagrid
Clémence Poésy: Fleur Delacour
Miranda Richardson: Rita Skeeter
Carolyn Pickles: Charity Burbage
Warwick Davis: Griphook
Mark Williams: Arthur Weasley
Julie Walters: Molly Weasley
James Phelps: Fred Weasley
Oliver Phelps: George Weasley
Domhnall Gleeson: Bill Weasley
Chris Rankin: Percy Weasley
Ralph Fiennes: Lord Voldemort
Helena Bonham Carter: Bellatrix Lestrange
Jason Isaacs: Lucius Malfoy
Helen McCrory: Narcissa Malfoy
Tom Felton: Draco Malfoy
Alan Rickman: Severus Piton
Imelda Staunton: Dolores Umbridge
Timothy Spall: Codaliscia
Dave Legeno: Fenrir Greyback

Durata 146 min.




Sere fa sono andato alla Fiumara per vedere la prima parte dell'ultimo episodio di Harry Potter e i doni della morte..


Beh...partirei col dire che un film non può iniziare dopo più di 30 minuti di pubblicità (di cui trailler 5 al massimo...).
Tralasciando questo (scandaloso aspetto), devo dire che il film mi è piaciuto.
Storia coinvolgente, effetti speciali sempre ben realizzati, ottime le ambientazioni...ecc ecc...

Però ha anche delle belle pecche...

Onestamente, da esterno.. da uno che non ha mai letto i libri, noto come molti aspetti non vengano chiariti... a volte sembra che le cose succedano così...senza un perchè.. o solo per  intuizioni geniali dei protagonisti...

Sicuramente poi andavano  eliminate  molte lungaggini -a detta dell'autore messe per creare atmosfera..- e soffermarsi invece su altre cose piu' importanti, cose -come ad esempio gli Horcrux...-(onestamente vedere scene come quella in cui Harry ed Hermione ballano... ...).

Come succede in molti film inoltre, durante lo svolgersi della trama, il protagonista ha la pessima abitudine  di dimenticarsi dei suoi poteri... passando  dall'essere onnipotente a un'emerità nullità  in balia di tutto e tutti...




NOTE:
Le principali differenze tra il romanzo e la versione cinematografica sono (cito Wiki):

All'inizio del film viene fatto vedere che la casa dei Dursley era stata completamente (o quasi) svuotata, ma nel romanzo vengono descritti addirittura degli elettrodomestici;
Durante il matrimonio di Bill e Fleur, Harry, con l'aiuto della pozione polisucco, prende le sembianze di un cugino dei Weasley in modo da confondersi e di non farsi riconoscere per non correre rischi. Solo alcuni sono a conoscenza della vera identità del cugino.
Viktor Krum non compare durante il matrimonio alla Tana nel film, a differenza del libro. Nel romanzo Krum vorrebbe sfidare a duello Xenophilius Lovegood il quale mette in mostra il simbolo dei Doni della Morte. Viktor Krum ignora il vero significato del simbolo attribuendolo a Gellert Grindelwald spiegando a Harry che il mago oscuro lo raffigurò sulle mura di Durmstrang. È in quest'occasione che Harry sentirà parlare di Grindelwald.
Nel libro Harry, Ron e Hermione, riescono a collegarsi ad una stazione radio (Radio Potter) da cui si trasmettono notizie sulla reale situazione nel mondo magico. Una sera, durante l'ascolto Harry pronuncia erroneamente il nome di Voldemort, che era stato posto sotto incantesimo in modo da rintracciare all'istante chiunque lo avesse pronunciato (tabù); così Harry, Ron e Hermione vengono catturati da Fenrir Greyback. Nel film tutto questo è omesso. Senza sapere questo allo spettatore non è chiaro il perché Harry e i suoi amici vengano rintracciati dai due mangiamorte subito dopo essere fuggiti dalla Tana. È comunque possibile che questo incantesimo sia presente, infatti non appena Xenophilius Lovegood pronuncia il nome di Voldemort, i Mangiamorte raggiungono la sua abitazione.
All'inizio del film Hermione Granger cancella la memoria dei suoi genitori, mentre nel romanzo è Hermione a raccontarlo nel bel mezzo del racconto.
Nel film viene completamente omessa la conversazione tra Harry e i suoi zii, nella quale Zio Vernon era indeciso se andarsene o no dalla sua casa al numero 4 di Privet Drive;
Vincent Tiger non è presente nel film, eliminato dalla sceneggiatura dopo alcune vicende giudiziarie che hanno coinvolto l'attore Jamie Waylett[113];
Nel film al momento del trasferimento di Harry dalla casa degli zii, tutti i componenti dell'Ordine della Fenice che facevano parte del piano dovevano andare direttamente alla Tana, mentre nel romanzo viene raccontato diversamente, infatti ognuno doveva raggiungere una casa diversa e da lì avrebbero preso una Passaporta per la Tana;
All'interno del Ministero non si vede la conversazione tra Arthur e suo figlio travestito all'interno dell'ascensore.
Edvige nel romanzo viene uccisa quando si trova all'interno della gabbietta, mentre nel film viene uccisa quando è in volo intenta a proteggere Harry, è così che i Mangiamorte e Voldemort riconoscono Harry;
Il compleanno di Harry sarebbe stato qualche giorno prima del matrimonio con tanto di torta e decorazioni, mentre nel film Hermione dice che avrebbero festeggiato il compleanno di Harry subito dopo la fine della cena del matrimonio;
Nel film non viene mai fatto vedere Charlie Weasley (il fratello di Ron), che tra l'altro dà anche la notizia che Norberto, (il drago che voleva allevare Hagrid in Harry Potter e la pietra filosofale) è una femmina e che ora si chiama Norberta;
Rufus Scrimgeour durante il testamento di Albus Silente voleva separare Harry, Ron ed Hermione ma loro fecero resistenza, mentre nel film ciò non accade;
Voldemort nel film viene fulminato dai fili elettrici, mentre nel romanzo viene fermato dalle protezioni inserite intorno alla casa dei genitori di Tonks, meta di Harry ed Hagrid;
Harry non si guadagna la fiducia dell'elfo domestico Kreacher attraverso il racconto delle azioni di Regulus Arcturus Black e nemmeno viene spiegato per quale ragione l'elfo gli obbedisca;
Nel romanzo Harry entra nella Sala degli interrogatori del Ministero coperto dal Mantello dell'invisibilità e "schianta" da dietro la Umbridge, dopo che lei si è vantata di parentele "ariane" che sarebbero testimoniate dall'iniziale "S" sul medaglione e non si ritrasforma in Harry mentre è al Ministero. Nel film entra nella sala come Albert Runcorn e schianta la Umbridge mentre si sta ritrasformando;
Nel romanzo Hermione spiega come distruggere il medaglione poiché l'anno precedente aveva preso dall'ufficio di Silente un libro in cui si spiegava la natura degli Horcrux; nel film i ragazzi invece non hanno idea di come fare per distruggerlo;
Peter Minus non muore strangolato dalla sua stessa mano (controllata da Voldemort) per aver provato un moto di pietà per Harry, ma viene semplicemente Schiantato da Dobby durante la fuga da Villa Malfoy;
Nel film, non viene fatta vedere la conversazione in cui Hermione spiega come funziona un Horcrux; (Pag. 103 dell'edizione italiana)
Mentre Hermione viene torturata, sul suo braccio appare scritto "Mudblood" (letteralmente "sangue di fango", cioè figlia di babbani), una ferita infertale da Bellatrix Lestrange, mentre nel romanzo la Mangiamorte usa la maledizione Cruciatus sulla ragazza;
Nel libro a portare Mundungus è solamente Kreacher, mentre nel film viene trasportato anche da Dobby;
Nel film viene omesso il cambiamento fatto da Kreacher nei confronti di Harry Ron ed Hermione dopo il regalo del falso medaglione di Regulus Arcturus Black trovato nella caverna da Harry. Il dettaglio è importante in quanto, anche se l'elfo ha l'obbligo di obbedire ad Harry, Kreacher potrebbe informare Bellatrix sulla posizione dei fuggiaschi, in quanto anche lei legittima padrona dell'elfo.
Nel film viene completamente omesso il fatto che un demone che si trova nella soffitta della Tana si spaccerà per Ron e farà finta di essere malato di spruzzolosi;
Nel romanzo, Gregorovic non risponde alle domande di Voldemort ed anzi lo deride apertamente, venendone ucciso; viceversa, nel film fornisce allegramente a Voldemort l'informazione richiesta e non viene ucciso;
Nel romanzo Harry, Hermione e Ron portano con loro il ritratto di Phineas Nigellus Black, capace di essere sia nello studio dei presidi di Hogwarts che nel quadro custodito dapprima a Grimmauld Place e poi nella borsa estensibile di Hermione, nel film tale ritratto non viene menzionato;
Nel film viene completamente omessa la lunga discussione tra Hermione, Harry, Ron e il Sig.Xenophilius Lovegood a casa di Luna in cui i quattro parlano dei vari doni, tra cui il mantello dell'invisibilità di Harry, e dei dubbi che si vengono a creare sulla reale esistenza dei doni stessi. Grazie a questa conversazione Harry comincia a fare i collegamenti che lo porteranno a convincersi dell'importanza dei doni.
Nel romanzo Harry trova una lettera scritta da sua madre nella stanza di Sirius, ma questa lettera nel film non viene menzionata;
Nel romanzo Harry, Ron ed Hermione temevano che qualcuno avesse rovistato la casa dei Black, mentre nel film questo non viene supposto;
Nel film viene ignorato il fatto che Tonks è in gravidanza e che il padre è Lupin;
Nella casa di Bathilda Bath a Godric's Hollow non viene fatto vedere l'arrivo di Voldemort, che nel romanzo viene descritto con dei flash che ha Harry;
Nel romanzo in un dato momento, Harry non sa se cercare i Doni della Morte o gli Horcrux, queste indecisioni e discussioni con Ron ed Hermione non vengono mai fatte vedere;
Nel film non appare la scena in cui Lupin va a Grimmauld Place e litiga con Harry;
Nel romanzo a Godric's Hollow Harry ed Hermione vanno in giro col "Mantello dell'Invisibilità", mentre nel film no.

CURIOSITA':
Nel marzo 2008 è stato annunciato dalla Warner Bros. che il romanzo Harry Potter e i Doni della Morte sarebbe stato trasposto in due film anziché in un unico episodio.Questa scelta ha avuto come conseguenza la ricerca di un cliffhanger, un espediente narrativo che faccia da ponte ideale per entrambi i film. Yates, ha dichiarato che la decisione è pervenuta dopo aver vagliato quattro diverse proposte, tutte d'accordo nel terminare dopo aver raccontato la cattura del trio protagonista nei boschi. Secondo l'attrice Emma Watson, il ponte divisorio ideale doveva essere "crudele", dando una sensazione inaspettata al pubblico, per Tom Felton la scelta giusta era di terminare con l'arrivo in casa Malfoy, mentre il parere di Radcliffe era che doveva essere carico d'azione e tensione[senza fonte]. Nell'agosto 2010 è stato rivelato il primo film sarebbe terminato con Voldemort che recupera la bacchetta dalla tomba di Silente (capitolo 24 del romanzo).
Commentando le scelte creative fatte, il regista ha dichiarato che il film biparte più che gli altri film si distacca dal mondo magico per venire incontro alla realtà