venerdì 10 dicembre 2010
lunedì 6 dicembre 2010
Nave fantasma - Ghost Ship (2003)
Genere horror
Regia Steve Beck
Sceneggiatura Mark Hanlon, John Pogue
Interpreti e personaggi:
Gabriel Byrne: Capitano Sean Murphy
Julianna Margulies: Maureen Epps
Ron Eldard: Dodge
Desmond Harrington: Jack Ferriman
Isaiah Washington: Greer
Alex Dimitriades: Santos
Karl Urban: Munder
Emily Browning: Katie Harwood
Francesca Rettondini: Francesca
1994: Viene avvistato nel mare di Bering il relitto della nave italiana Antonia Graza scomparsa misteriosamente nel 1954.. A capo del rimorchiatore incaricato del recupero c'è Sean Murphy (Gabriel Byrne)...
Una delusione per l'altra metà in cui assistiamo solo a fantasmi poco credibili e morti frettolose e poco colorite...
Peccato...l'idea se sviluppata in altro modo sarebbe stata davvero originale...A mio avviso si poteva puntare di più sull'emissario della morte, magari dando il ruolo a Gabriel Byrne.
Anche la fine lascia l'amaro in bocca... ti fa pensare che poteva davvero uscirne un buon film...
Nel complesso un film guardabile...ma giusto per occupare il tempo...
Harry Potter e i doni della morte - Parte I
Genere fantastico
Soggetto J. K. Rowling (romanzo)
Sceneggiatura Steve Kloves
Produttore David Barron, David Heyman, JK Rowling
Interpreti e personaggi :
Daniel Radcliffe: Harry Potter
Rupert Grint: Ron Weasley
Emma Watson: Hermione Granger
Bonnie Wright: Ginny Weasley
James e Oliver Phelps: Fred e George Weasley
David Thewlis: Remus Lupin
Natalia Tena: Ninfadora Tonks
Brendan Gleeson: Alastor Moody
Michael Gambon: Albus Silente
Maggie Smith: Minerva McGranitt
Matthew David Lewis: Neville Paciock
Devon Murray: Seamus Finnigan
Evanna Lynch: Luna Lovegood
Rhys Ifans: Xenophilius Lovegood
Andy Linden: Mundungus Fletcher
Bill Nighy: Rufus Scrimgeour
Jim Broadbent: Horace Lumacorno
Robbie Coltrane: Rubeus Hagrid
Clémence Poésy: Fleur Delacour
Miranda Richardson: Rita Skeeter
Carolyn Pickles: Charity Burbage
Warwick Davis: Griphook
Mark Williams: Arthur Weasley
Julie Walters: Molly Weasley
James Phelps: Fred Weasley
Oliver Phelps: George Weasley
Domhnall Gleeson: Bill Weasley
Chris Rankin: Percy Weasley
Ralph Fiennes: Lord Voldemort
Helena Bonham Carter: Bellatrix Lestrange
Jason Isaacs: Lucius Malfoy
Helen McCrory: Narcissa Malfoy
Tom Felton: Draco Malfoy
Alan Rickman: Severus Piton
Imelda Staunton: Dolores Umbridge
Timothy Spall: Codaliscia
Dave Legeno: Fenrir Greyback
Durata 146 min.
Sere fa sono andato alla Fiumara per vedere la prima parte dell'ultimo episodio di Harry Potter e i doni della morte..
Beh...partirei col dire che un film non può iniziare dopo più di 30 minuti di pubblicità (di cui trailler 5 al massimo...).
Tralasciando questo (scandaloso aspetto), devo dire che il film mi è piaciuto.
Storia coinvolgente, effetti speciali sempre ben realizzati, ottime le ambientazioni...ecc ecc...
Tralasciando questo (scandaloso aspetto), devo dire che il film mi è piaciuto.
Storia coinvolgente, effetti speciali sempre ben realizzati, ottime le ambientazioni...ecc ecc...
Però ha anche delle belle pecche...
Onestamente, da esterno.. da uno che non ha mai letto i libri, noto come molti aspetti non vengano chiariti... a volte sembra che le cose succedano così...senza un perchè.. o solo per intuizioni geniali dei protagonisti...
Sicuramente poi andavano eliminate molte lungaggini -a detta dell'autore messe per creare atmosfera..- e soffermarsi invece su altre cose piu' importanti, cose -come ad esempio gli Horcrux...-(onestamente vedere scene come quella in cui Harry ed Hermione ballano... ...).
Come succede in molti film inoltre, durante lo svolgersi della trama, il protagonista ha la pessima abitudine di dimenticarsi dei suoi poteri... passando dall'essere onnipotente a un'emerità nullità in balia di tutto e tutti...
NOTE:
Le principali differenze tra il romanzo e la versione cinematografica sono (cito Wiki):
All'inizio del film viene fatto vedere che la casa dei Dursley era stata completamente (o quasi) svuotata, ma nel romanzo vengono descritti addirittura degli elettrodomestici;
Durante il matrimonio di Bill e Fleur, Harry, con l'aiuto della pozione polisucco, prende le sembianze di un cugino dei Weasley in modo da confondersi e di non farsi riconoscere per non correre rischi. Solo alcuni sono a conoscenza della vera identità del cugino.
Viktor Krum non compare durante il matrimonio alla Tana nel film, a differenza del libro. Nel romanzo Krum vorrebbe sfidare a duello Xenophilius Lovegood il quale mette in mostra il simbolo dei Doni della Morte. Viktor Krum ignora il vero significato del simbolo attribuendolo a Gellert Grindelwald spiegando a Harry che il mago oscuro lo raffigurò sulle mura di Durmstrang. È in quest'occasione che Harry sentirà parlare di Grindelwald.
Nel libro Harry, Ron e Hermione, riescono a collegarsi ad una stazione radio (Radio Potter) da cui si trasmettono notizie sulla reale situazione nel mondo magico. Una sera, durante l'ascolto Harry pronuncia erroneamente il nome di Voldemort, che era stato posto sotto incantesimo in modo da rintracciare all'istante chiunque lo avesse pronunciato (tabù); così Harry, Ron e Hermione vengono catturati da Fenrir Greyback. Nel film tutto questo è omesso. Senza sapere questo allo spettatore non è chiaro il perché Harry e i suoi amici vengano rintracciati dai due mangiamorte subito dopo essere fuggiti dalla Tana. È comunque possibile che questo incantesimo sia presente, infatti non appena Xenophilius Lovegood pronuncia il nome di Voldemort, i Mangiamorte raggiungono la sua abitazione.
All'inizio del film Hermione Granger cancella la memoria dei suoi genitori, mentre nel romanzo è Hermione a raccontarlo nel bel mezzo del racconto.
Nel film viene completamente omessa la conversazione tra Harry e i suoi zii, nella quale Zio Vernon era indeciso se andarsene o no dalla sua casa al numero 4 di Privet Drive;
Vincent Tiger non è presente nel film, eliminato dalla sceneggiatura dopo alcune vicende giudiziarie che hanno coinvolto l'attore Jamie Waylett[113];
Nel film al momento del trasferimento di Harry dalla casa degli zii, tutti i componenti dell'Ordine della Fenice che facevano parte del piano dovevano andare direttamente alla Tana, mentre nel romanzo viene raccontato diversamente, infatti ognuno doveva raggiungere una casa diversa e da lì avrebbero preso una Passaporta per la Tana;
All'interno del Ministero non si vede la conversazione tra Arthur e suo figlio travestito all'interno dell'ascensore.
Edvige nel romanzo viene uccisa quando si trova all'interno della gabbietta, mentre nel film viene uccisa quando è in volo intenta a proteggere Harry, è così che i Mangiamorte e Voldemort riconoscono Harry;
Il compleanno di Harry sarebbe stato qualche giorno prima del matrimonio con tanto di torta e decorazioni, mentre nel film Hermione dice che avrebbero festeggiato il compleanno di Harry subito dopo la fine della cena del matrimonio;
Nel film non viene mai fatto vedere Charlie Weasley (il fratello di Ron), che tra l'altro dà anche la notizia che Norberto, (il drago che voleva allevare Hagrid in Harry Potter e la pietra filosofale) è una femmina e che ora si chiama Norberta;
Rufus Scrimgeour durante il testamento di Albus Silente voleva separare Harry, Ron ed Hermione ma loro fecero resistenza, mentre nel film ciò non accade;
Voldemort nel film viene fulminato dai fili elettrici, mentre nel romanzo viene fermato dalle protezioni inserite intorno alla casa dei genitori di Tonks, meta di Harry ed Hagrid;
Harry non si guadagna la fiducia dell'elfo domestico Kreacher attraverso il racconto delle azioni di Regulus Arcturus Black e nemmeno viene spiegato per quale ragione l'elfo gli obbedisca;
Nel romanzo Harry entra nella Sala degli interrogatori del Ministero coperto dal Mantello dell'invisibilità e "schianta" da dietro la Umbridge, dopo che lei si è vantata di parentele "ariane" che sarebbero testimoniate dall'iniziale "S" sul medaglione e non si ritrasforma in Harry mentre è al Ministero. Nel film entra nella sala come Albert Runcorn e schianta la Umbridge mentre si sta ritrasformando;
Nel romanzo Hermione spiega come distruggere il medaglione poiché l'anno precedente aveva preso dall'ufficio di Silente un libro in cui si spiegava la natura degli Horcrux; nel film i ragazzi invece non hanno idea di come fare per distruggerlo;
Peter Minus non muore strangolato dalla sua stessa mano (controllata da Voldemort) per aver provato un moto di pietà per Harry, ma viene semplicemente Schiantato da Dobby durante la fuga da Villa Malfoy;
Nel film, non viene fatta vedere la conversazione in cui Hermione spiega come funziona un Horcrux; (Pag. 103 dell'edizione italiana)
Mentre Hermione viene torturata, sul suo braccio appare scritto "Mudblood" (letteralmente "sangue di fango", cioè figlia di babbani), una ferita infertale da Bellatrix Lestrange, mentre nel romanzo la Mangiamorte usa la maledizione Cruciatus sulla ragazza;
Nel libro a portare Mundungus è solamente Kreacher, mentre nel film viene trasportato anche da Dobby;
Nel film viene omesso il cambiamento fatto da Kreacher nei confronti di Harry Ron ed Hermione dopo il regalo del falso medaglione di Regulus Arcturus Black trovato nella caverna da Harry. Il dettaglio è importante in quanto, anche se l'elfo ha l'obbligo di obbedire ad Harry, Kreacher potrebbe informare Bellatrix sulla posizione dei fuggiaschi, in quanto anche lei legittima padrona dell'elfo.
Nel film viene completamente omesso il fatto che un demone che si trova nella soffitta della Tana si spaccerà per Ron e farà finta di essere malato di spruzzolosi;
Nel romanzo, Gregorovic non risponde alle domande di Voldemort ed anzi lo deride apertamente, venendone ucciso; viceversa, nel film fornisce allegramente a Voldemort l'informazione richiesta e non viene ucciso;
Nel romanzo Harry, Hermione e Ron portano con loro il ritratto di Phineas Nigellus Black, capace di essere sia nello studio dei presidi di Hogwarts che nel quadro custodito dapprima a Grimmauld Place e poi nella borsa estensibile di Hermione, nel film tale ritratto non viene menzionato;
Nel film viene completamente omessa la lunga discussione tra Hermione, Harry, Ron e il Sig.Xenophilius Lovegood a casa di Luna in cui i quattro parlano dei vari doni, tra cui il mantello dell'invisibilità di Harry, e dei dubbi che si vengono a creare sulla reale esistenza dei doni stessi. Grazie a questa conversazione Harry comincia a fare i collegamenti che lo porteranno a convincersi dell'importanza dei doni.
Nel romanzo Harry trova una lettera scritta da sua madre nella stanza di Sirius, ma questa lettera nel film non viene menzionata;
Nel romanzo Harry, Ron ed Hermione temevano che qualcuno avesse rovistato la casa dei Black, mentre nel film questo non viene supposto;
Nel film viene ignorato il fatto che Tonks è in gravidanza e che il padre è Lupin;
Nella casa di Bathilda Bath a Godric's Hollow non viene fatto vedere l'arrivo di Voldemort, che nel romanzo viene descritto con dei flash che ha Harry;
Nel romanzo in un dato momento, Harry non sa se cercare i Doni della Morte o gli Horcrux, queste indecisioni e discussioni con Ron ed Hermione non vengono mai fatte vedere;
Nel film non appare la scena in cui Lupin va a Grimmauld Place e litiga con Harry;
Nel romanzo a Godric's Hollow Harry ed Hermione vanno in giro col "Mantello dell'Invisibilità", mentre nel film no.
Durante il matrimonio di Bill e Fleur, Harry, con l'aiuto della pozione polisucco, prende le sembianze di un cugino dei Weasley in modo da confondersi e di non farsi riconoscere per non correre rischi. Solo alcuni sono a conoscenza della vera identità del cugino.
Viktor Krum non compare durante il matrimonio alla Tana nel film, a differenza del libro. Nel romanzo Krum vorrebbe sfidare a duello Xenophilius Lovegood il quale mette in mostra il simbolo dei Doni della Morte. Viktor Krum ignora il vero significato del simbolo attribuendolo a Gellert Grindelwald spiegando a Harry che il mago oscuro lo raffigurò sulle mura di Durmstrang. È in quest'occasione che Harry sentirà parlare di Grindelwald.
Nel libro Harry, Ron e Hermione, riescono a collegarsi ad una stazione radio (Radio Potter) da cui si trasmettono notizie sulla reale situazione nel mondo magico. Una sera, durante l'ascolto Harry pronuncia erroneamente il nome di Voldemort, che era stato posto sotto incantesimo in modo da rintracciare all'istante chiunque lo avesse pronunciato (tabù); così Harry, Ron e Hermione vengono catturati da Fenrir Greyback. Nel film tutto questo è omesso. Senza sapere questo allo spettatore non è chiaro il perché Harry e i suoi amici vengano rintracciati dai due mangiamorte subito dopo essere fuggiti dalla Tana. È comunque possibile che questo incantesimo sia presente, infatti non appena Xenophilius Lovegood pronuncia il nome di Voldemort, i Mangiamorte raggiungono la sua abitazione.
All'inizio del film Hermione Granger cancella la memoria dei suoi genitori, mentre nel romanzo è Hermione a raccontarlo nel bel mezzo del racconto.
Nel film viene completamente omessa la conversazione tra Harry e i suoi zii, nella quale Zio Vernon era indeciso se andarsene o no dalla sua casa al numero 4 di Privet Drive;
Vincent Tiger non è presente nel film, eliminato dalla sceneggiatura dopo alcune vicende giudiziarie che hanno coinvolto l'attore Jamie Waylett[113];
Nel film al momento del trasferimento di Harry dalla casa degli zii, tutti i componenti dell'Ordine della Fenice che facevano parte del piano dovevano andare direttamente alla Tana, mentre nel romanzo viene raccontato diversamente, infatti ognuno doveva raggiungere una casa diversa e da lì avrebbero preso una Passaporta per la Tana;
All'interno del Ministero non si vede la conversazione tra Arthur e suo figlio travestito all'interno dell'ascensore.
Edvige nel romanzo viene uccisa quando si trova all'interno della gabbietta, mentre nel film viene uccisa quando è in volo intenta a proteggere Harry, è così che i Mangiamorte e Voldemort riconoscono Harry;
Il compleanno di Harry sarebbe stato qualche giorno prima del matrimonio con tanto di torta e decorazioni, mentre nel film Hermione dice che avrebbero festeggiato il compleanno di Harry subito dopo la fine della cena del matrimonio;
Nel film non viene mai fatto vedere Charlie Weasley (il fratello di Ron), che tra l'altro dà anche la notizia che Norberto, (il drago che voleva allevare Hagrid in Harry Potter e la pietra filosofale) è una femmina e che ora si chiama Norberta;
Rufus Scrimgeour durante il testamento di Albus Silente voleva separare Harry, Ron ed Hermione ma loro fecero resistenza, mentre nel film ciò non accade;
Voldemort nel film viene fulminato dai fili elettrici, mentre nel romanzo viene fermato dalle protezioni inserite intorno alla casa dei genitori di Tonks, meta di Harry ed Hagrid;
Harry non si guadagna la fiducia dell'elfo domestico Kreacher attraverso il racconto delle azioni di Regulus Arcturus Black e nemmeno viene spiegato per quale ragione l'elfo gli obbedisca;
Nel romanzo Harry entra nella Sala degli interrogatori del Ministero coperto dal Mantello dell'invisibilità e "schianta" da dietro la Umbridge, dopo che lei si è vantata di parentele "ariane" che sarebbero testimoniate dall'iniziale "S" sul medaglione e non si ritrasforma in Harry mentre è al Ministero. Nel film entra nella sala come Albert Runcorn e schianta la Umbridge mentre si sta ritrasformando;
Nel romanzo Hermione spiega come distruggere il medaglione poiché l'anno precedente aveva preso dall'ufficio di Silente un libro in cui si spiegava la natura degli Horcrux; nel film i ragazzi invece non hanno idea di come fare per distruggerlo;
Peter Minus non muore strangolato dalla sua stessa mano (controllata da Voldemort) per aver provato un moto di pietà per Harry, ma viene semplicemente Schiantato da Dobby durante la fuga da Villa Malfoy;
Nel film, non viene fatta vedere la conversazione in cui Hermione spiega come funziona un Horcrux; (Pag. 103 dell'edizione italiana)
Mentre Hermione viene torturata, sul suo braccio appare scritto "Mudblood" (letteralmente "sangue di fango", cioè figlia di babbani), una ferita infertale da Bellatrix Lestrange, mentre nel romanzo la Mangiamorte usa la maledizione Cruciatus sulla ragazza;
Nel libro a portare Mundungus è solamente Kreacher, mentre nel film viene trasportato anche da Dobby;
Nel film viene omesso il cambiamento fatto da Kreacher nei confronti di Harry Ron ed Hermione dopo il regalo del falso medaglione di Regulus Arcturus Black trovato nella caverna da Harry. Il dettaglio è importante in quanto, anche se l'elfo ha l'obbligo di obbedire ad Harry, Kreacher potrebbe informare Bellatrix sulla posizione dei fuggiaschi, in quanto anche lei legittima padrona dell'elfo.
Nel film viene completamente omesso il fatto che un demone che si trova nella soffitta della Tana si spaccerà per Ron e farà finta di essere malato di spruzzolosi;
Nel romanzo, Gregorovic non risponde alle domande di Voldemort ed anzi lo deride apertamente, venendone ucciso; viceversa, nel film fornisce allegramente a Voldemort l'informazione richiesta e non viene ucciso;
Nel romanzo Harry, Hermione e Ron portano con loro il ritratto di Phineas Nigellus Black, capace di essere sia nello studio dei presidi di Hogwarts che nel quadro custodito dapprima a Grimmauld Place e poi nella borsa estensibile di Hermione, nel film tale ritratto non viene menzionato;
Nel film viene completamente omessa la lunga discussione tra Hermione, Harry, Ron e il Sig.Xenophilius Lovegood a casa di Luna in cui i quattro parlano dei vari doni, tra cui il mantello dell'invisibilità di Harry, e dei dubbi che si vengono a creare sulla reale esistenza dei doni stessi. Grazie a questa conversazione Harry comincia a fare i collegamenti che lo porteranno a convincersi dell'importanza dei doni.
Nel romanzo Harry trova una lettera scritta da sua madre nella stanza di Sirius, ma questa lettera nel film non viene menzionata;
Nel romanzo Harry, Ron ed Hermione temevano che qualcuno avesse rovistato la casa dei Black, mentre nel film questo non viene supposto;
Nel film viene ignorato il fatto che Tonks è in gravidanza e che il padre è Lupin;
Nella casa di Bathilda Bath a Godric's Hollow non viene fatto vedere l'arrivo di Voldemort, che nel romanzo viene descritto con dei flash che ha Harry;
Nel romanzo in un dato momento, Harry non sa se cercare i Doni della Morte o gli Horcrux, queste indecisioni e discussioni con Ron ed Hermione non vengono mai fatte vedere;
Nel film non appare la scena in cui Lupin va a Grimmauld Place e litiga con Harry;
Nel romanzo a Godric's Hollow Harry ed Hermione vanno in giro col "Mantello dell'Invisibilità", mentre nel film no.
CURIOSITA':
Nel marzo 2008 è stato annunciato dalla Warner Bros. che il romanzo Harry Potter e i Doni della Morte sarebbe stato trasposto in due film anziché in un unico episodio.Questa scelta ha avuto come conseguenza la ricerca di un cliffhanger, un espediente narrativo che faccia da ponte ideale per entrambi i film. Yates, ha dichiarato che la decisione è pervenuta dopo aver vagliato quattro diverse proposte, tutte d'accordo nel terminare dopo aver raccontato la cattura del trio protagonista nei boschi. Secondo l'attrice Emma Watson, il ponte divisorio ideale doveva essere "crudele", dando una sensazione inaspettata al pubblico, per Tom Felton la scelta giusta era di terminare con l'arrivo in casa Malfoy, mentre il parere di Radcliffe era che doveva essere carico d'azione e tensione[senza fonte]. Nell'agosto 2010 è stato rivelato il primo film sarebbe terminato con Voldemort che recupera la bacchetta dalla tomba di Silente (capitolo 24 del romanzo).
Commentando le scelte creative fatte, il regista ha dichiarato che il film biparte più che gli altri film si distacca dal mondo magico per venire incontro alla realtà
Nel marzo 2008 è stato annunciato dalla Warner Bros. che il romanzo Harry Potter e i Doni della Morte sarebbe stato trasposto in due film anziché in un unico episodio.Questa scelta ha avuto come conseguenza la ricerca di un cliffhanger, un espediente narrativo che faccia da ponte ideale per entrambi i film. Yates, ha dichiarato che la decisione è pervenuta dopo aver vagliato quattro diverse proposte, tutte d'accordo nel terminare dopo aver raccontato la cattura del trio protagonista nei boschi. Secondo l'attrice Emma Watson, il ponte divisorio ideale doveva essere "crudele", dando una sensazione inaspettata al pubblico, per Tom Felton la scelta giusta era di terminare con l'arrivo in casa Malfoy, mentre il parere di Radcliffe era che doveva essere carico d'azione e tensione[senza fonte]. Nell'agosto 2010 è stato rivelato il primo film sarebbe terminato con Voldemort che recupera la bacchetta dalla tomba di Silente (capitolo 24 del romanzo).
Commentando le scelte creative fatte, il regista ha dichiarato che il film biparte più che gli altri film si distacca dal mondo magico per venire incontro alla realtà
domenica 28 novembre 2010
L'ultimo dominatore dell'aria (2010)
Genere
avventura, fantastico
Regia
M. Night Shyamalan
Soggetto
Michael Dante DiMartino, Bryan Konietzko
Sceneggiatura
M. Night Shyamalan
Produttore
M. Night Shyamalan, Frank Marshall, Sam Mercer
Interpreti e personaggi:
Noah Ringer: Aang
Nicola Peltz: Katara
Jackson Rathbone: Sokka
Dev Patel: Zuko
Aasif Mandvi: Comandante Zhao
Shaun Toub: Iroh
Cliff Curtis: Signore del Fuoco Ozai
Seychelle Gabriel: Principessa Yue
Jessica Andres: Suki
Summer Bishil: Azula
Scrivo questa recensione per evitare ad altri di perdere tempo con questo film..
Primo film (speriamo anche l'ultimo) di una trilogia basata sulla serie animata statunitense Avatar - La leggenda di Aang.
-Poco da dire.. Brutto assurdo inconclusivo...il buon Shyamalan ultimamente non ne imbrocca più una...direi dai tempi de "Il Sesto Senso" (per "Lady in the Water" non mi esprimo non avendolo ancora visto...anche se molti l'hanno trovato carino).
Questi i giudizi della critica Italiana:
Maurizio Acerbi, Il Giornale: « Lanciamo un appello: evitate che M. Night Shyamalan ci strazi ancora con altri due capitoli di questa annunciata trilogia. Se proprio, affidateli a qualcun altro; perché ci è bastato oltre misura questo primo noiosissimo e sconnesso adattamento della bella serie a cartoon Avatar – La leggenda di Aang, trasmessa su Nickelodeon, per confermare come il regista indiano abbia smarrito da tempo il suo «sesto senso». Certo, non lo aiutano quel 3D riconvertito e l’inesperto (ma incolpevole) protagonista. »
Boris Sollazzo, Liberazione: « L’ultimo dominatore dell’aria non ha la minima capacità di intrattenimento, ha solo accenni delle grandi capacità di regia del suo autore, che a volte sembra persino distratto e sciatto, non sa dove andare né cosa guardare per almeno tre quarti del film. La ricerca dell’Avatar, i quattro mondi, un’unica slabbrata battaglia campale si rincorrono con compassata indifferenza di chi guarda e tende a dimenticare chi o cosa sia importante nell’economia della storia. A questo va aggiunto un 3D pleonastico e spesso fuori luogo, frutto di una riconversione volta a seguire la moda imperante dell’ultimo anno. Al regista indo-statunitense, se queste sono le premesse, auguriamo che non ci siano altri capitoli e che possa ritrovarsi con una storia delle sue. Sempre che ne abbia ancora, e che il suo non sia un declino irreversibile. »
Roberto Nespoti, La Repubblica: « Trasformando una serie animata in un blockbuster a effetti speciali (e accettando la dittatura del 3D), Shyamalan ha compromesso la fama di regista di culto che si era conquistata a partire dal Il sesto senso: stampa americana e fan della serie lo hanno linciato. Non del tutto a torto. La storia del riluttante eroe-bambino fatica a conciliare le ossessioni del regista con un universo di cartapesta, la spiritualità con i pupazzoni di animali volanti da heroic-fantasy. »
Maurizio Ciotta, Il Manifesto: « Shyamalan è passato dai suoi film paranormali, tutti giocati su un progressivo slittamento del reale nell’impossibile, al kolossal su misura del Signori degli anelli. Ma la storia del bambino Aang, l’ultimo superstite della stirpe dei Nomadi dell’aria, Avatar, pura essenza del cosmo, capace di dominare i quattro elementi, è una favola déjà vu, e più che evocare il fumettistico Unbreakable ricorre all’armamentario mistico-integralista di Narnia... Nessun detour emozionale spezza la monotonia delle immagini, sfigurate da un 3D posticcio (la Paramount ha riconvertito il film in post-produzione)... L’ultimo dominatore dell’aria è un disastro produttivo, un innesto non riuscito tra il visionario cacciatore di spettri e i piani milionari degli executives. »
Se puo' interessare, giusto per curiosità, copio la trama:
- In un mondo dove gli elementi aria, acqua, terra e fuoco possono essere controllati da individui noti come dominatori, vi sono quattro partizioni geografiche, ognuna delle quali corrisponde ad uno dei quattro elementi. La Nazione del Fuoco dichiara guerra alle altre per cercare di prenderne il controllo e il conflitto si protrae nel tempo. L'unica speranza di porre fine a questa guerra è riposta in un giovane ragazzo di nome Aang (Noah Ringer). Aang è l'ultimo dominatore dell'aria, l'unico superstite della stirpe dei Nomadi dell'Aria, è l'Avatar: l'Avatar è un essere umano (reincarnazione di tutti i precedenti Avatar) che racchiude in sé l'essenza del cosmo, con l'abilità di controllare tutti e quattro gli elementi. Aiutato da una giovane dominatrice dell'acqua di nome Katara (Nicola Peltz) e da suo fratello Sokka (Jackson Rathbone), Aang intraprende il suo viaggio per cercare di riportare la pace tra i regni in guerra. I ragazzi troveranno sul loro cammino un ambizioso ammiraglio della Nazione del Fuoco, Zhao (Aasif Mandvi) e il principe Zuko (Dev Patel), esiliato dalla Nazione del Fuoco, in cerca di Aang per catturarlo e riguadagnare l'onore perduto.
martedì 23 novembre 2010
The Departed (2006)
Genere thriller, drammatico
Regia Martin Scorsese
Soggetto Siu Fai Mak, Felix Chong
Sceneggiatura William Monahan
Produttore Graham King
Soggetto Siu Fai Mak, Felix Chong
Sceneggiatura William Monahan
Produttore Graham King
Leonardo DiCaprio: Billy Costigan
Matt Damon: Colin Sullivan
Jack Nicholson: Frank Costello
Mark Wahlberg: Dignam
Martin Sheen: Oliver Queenan
Ray Winstone: Mr. French
Vera Farmiga: Madolyn
Anthony Anderson: Brown
Alec Baldwin: Ellerby
Kevin Corrigan: Cugino Sean
James Badge Dale: Barrigan
David O'Hara: Fitzy
Mark Rolston: Delahunt
Robert Wahlberg: Lazlo
Kristen Dalton: Gwen
Olga Tedeschin: Avelin
Liza Fusty: Kathline
Matt Damon: Colin Sullivan
Jack Nicholson: Frank Costello
Mark Wahlberg: Dignam
Martin Sheen: Oliver Queenan
Ray Winstone: Mr. French
Vera Farmiga: Madolyn
Anthony Anderson: Brown
Alec Baldwin: Ellerby
Kevin Corrigan: Cugino Sean
James Badge Dale: Barrigan
David O'Hara: Fitzy
Mark Rolston: Delahunt
Robert Wahlberg: Lazlo
Kristen Dalton: Gwen
Olga Tedeschin: Avelin
Liza Fusty: Kathline
Martin Scorsese ci racconta la storia dell'infiltrato Billy (Leonardo DiCaprio), dell'agente Colin (Matt Damon)e del boss Costello (Jack Nicholson), tra doppiezze e ambiguità, in un intricato intreccio in cui non è facile trovare chi sono realmente i buoni e i cattivi.
Un ottimo film, con un cast stellare, in cui giganteggiano uno stratosferico Jack Nicholson e un ottimo Leonardo DiCaprio.
Unica nota stonata è la violenza a mio avviso a tratti esagerata.
Il finale è quanto non ci si aspetta\si vorrebbe (forse il film andava concluso prima).
Note: È un remake del film di Hong Kong Infernal Affairs. La sceneggiatura di The Departed venne scritta da William Monahan, che la basò su quella che Felix Chong e Siu Fai Mak avevano steso per Infernal Affairs.
Premi: The Departed ha ricevuto sei nomination al Golden Globe inclusi "miglior film drammatico", "miglior regista" a Martin Scorsese, "miglior attore" a Leonardo DiCaprio, "miglior attore non protagonista" a Jack Nicholson e Mark Wahlberg e "miglior sceneggiatura non originale" a William Monahan, vincendo il premio come "miglior regista" a Martin Scorsese.
Ha vinto inoltre 4 Oscar come "miglior film", "miglior regista", "migliore sceneggiatura non originale" e "miglior montaggio", più la nomination a Mark Wahlberg come "miglior attore non protagonista".
sabato 20 novembre 2010
The Rocker - la leggenda del batterista nudo (2008)
Genere commedia
Regia Peter Cattaneo
Soggetto Maya Forbes, Wally Wolodarsky, Ryan Jaffe
Sceneggiatura Maya Forbes, Wally Wolodarsky, Ryan Jaffe
Produttore Stephen R. Campanella, Shawn Levy, Lyn Lucibello, Tom McNulty
Musiche Christopher Faizi
Soggetto Maya Forbes, Wally Wolodarsky, Ryan Jaffe
Sceneggiatura Maya Forbes, Wally Wolodarsky, Ryan Jaffe
Produttore Stephen R. Campanella, Shawn Levy, Lyn Lucibello, Tom McNulty
Musiche Christopher Faizi
Interpreti e personaggi:
Rainn Wilson: Robert 'Fish' Fishman
Christina Applegate: Kim Powell
Josh Gad: Matt Gadman
Teddy Geiger: Curtis Powell
Emma Stone: Amelia Stone
Will Arnett: Lex
Fred Armisen: Wayne Kerr
Howard Hesseman: Nev Gator
Lonny Ross: Timmy Sticks
Jason Sudeikis: David Marshall
Bradley Cooper: Trash Grice
Jon Glaser: Billy Ault
Jane Lynch: Lisa Gadman
Jeff Garlin: Stan Gadman
Christina Applegate: Kim Powell
Josh Gad: Matt Gadman
Teddy Geiger: Curtis Powell
Emma Stone: Amelia Stone
Will Arnett: Lex
Fred Armisen: Wayne Kerr
Howard Hesseman: Nev Gator
Lonny Ross: Timmy Sticks
Jason Sudeikis: David Marshall
Bradley Cooper: Trash Grice
Jon Glaser: Billy Ault
Jane Lynch: Lisa Gadman
Jeff Garlin: Stan Gadman
Il tema su cui ruota l'intera vicenda è quello della seconda possiblità.
Protagonista della storia è il batterista Robert 'Fish' Fishman.
Protagonista della storia è il batterista Robert 'Fish' Fishman.
Trama in breve: Dopo esser stato scaricato dalla band dei Vesuvius, cerca la sua occasione di riscatto aiutando la band del nipote Matt.
C'è poco da dire: Secondo me il più bel film comico uscito negli ultimi tempi. Davvero un film fantastico!
-La storia ha un rimando alla realtà nel cameo di Pete Best, batterista nei Beatles dal ’60 al ’62, allorquando venne licenziato dal loro manager proprio a poca distanza dall’uscita dei due singoli che avviarono i Fab Four sulla via della leggenda. Abbandonata la musica per circa un ventennio, Best lavorò nel pubblico impiego e cadde in una profonda depressione che lo portò al tentato suicidio. Tornato a suonare, registrò un disco con una band e a settembre 2008 è prevista la pubblicazione del suo album di debutto da solista, a 67 anni.
Giù al nord Vs. Benvenuti al Sud
Francamente dire quale sia il migliore è davvero un'impresa.
Secondo me sono da vedere entrambi.
Chiariamoci, sono praticamente identici, in tutto e per tutto, ma la bravura dei vari attori, l'ambientarle in 2 realtà così divesificate, Bergues nel Nord-Pas de Calais e Castellabate in provincia di Salerno, li rende originali.
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Personalmente ho visto prima quello francese e malgrado la mia riluttanza per il cinema francese, ne sono rimasto colpito. Certo non un capolavoro, ma il film scorre bene, fa ridere e alla fine ti lascia soddisfatto.
Quando ho visto poi quello italiano sono rimasto, anche in questo caso, impressionato.
Bisio è sempre bravissimo, Angela Finocchiaro e Alessandro Siani azzeccati per la parte.
Il film è stato reinventato e sono stati davvero bravi, pur non stravolgendo la trama, ad adattare il film francese alla realtà italiana giocando sulla diverità tra nord e sud: dalle "rondinelle", alle code in autostrada, ai diversi modi di mangiare, all'usare gli stereotipi nord\sud (come i rifiuti per le strade, la nebbia...).
In Benvenuti al Sud appare come cameo anche Dany Boon, che nel film francese oltre a interpretare il postino, cura anche la regia la sceneggiatura e ne cura il soggetto.
Contrapponendo i due protagonisti del film: Dany Bloom secondo me è molto bravo e secondo me è meglio di Alessandro Siani- Kad Merad sicuramente meno esuberante del poliedrico Bisio, se la cava cmq egregiamente.
Secondo me sono da vedere entrambi.
Chiariamoci, sono praticamente identici, in tutto e per tutto, ma la bravura dei vari attori, l'ambientarle in 2 realtà così divesificate, Bergues nel Nord-Pas de Calais e Castellabate in provincia di Salerno, li rende originali.
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Personalmente ho visto prima quello francese e malgrado la mia riluttanza per il cinema francese, ne sono rimasto colpito. Certo non un capolavoro, ma il film scorre bene, fa ridere e alla fine ti lascia soddisfatto.
Quando ho visto poi quello italiano sono rimasto, anche in questo caso, impressionato.
Bisio è sempre bravissimo, Angela Finocchiaro e Alessandro Siani azzeccati per la parte.
Il film è stato reinventato e sono stati davvero bravi, pur non stravolgendo la trama, ad adattare il film francese alla realtà italiana giocando sulla diverità tra nord e sud: dalle "rondinelle", alle code in autostrada, ai diversi modi di mangiare, all'usare gli stereotipi nord\sud (come i rifiuti per le strade, la nebbia...).
In Benvenuti al Sud appare come cameo anche Dany Boon, che nel film francese oltre a interpretare il postino, cura anche la regia la sceneggiatura e ne cura il soggetto.
Contrapponendo i due protagonisti del film: Dany Bloom secondo me è molto bravo e secondo me è meglio di Alessandro Siani- Kad Merad sicuramente meno esuberante del poliedrico Bisio, se la cava cmq egregiamente.
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