martedì 23 novembre 2010

The Departed (2006)

Genere thriller, drammatico

Regia Martin Scorsese
Soggetto Siu Fai Mak, Felix Chong
Sceneggiatura William Monahan
Produttore Graham King

Interpreti e personaggi:

Leonardo DiCaprio: Billy Costigan
Matt Damon: Colin Sullivan
Jack Nicholson: Frank Costello
Mark Wahlberg: Dignam
Martin Sheen: Oliver Queenan
Ray Winstone: Mr. French
Vera Farmiga: Madolyn
Anthony Anderson: Brown
Alec Baldwin: Ellerby
Kevin Corrigan: Cugino Sean
James Badge Dale: Barrigan
David O'Hara: Fitzy
Mark Rolston: Delahunt
Robert Wahlberg: Lazlo
Kristen Dalton: Gwen
Olga Tedeschin: Avelin
Liza Fusty: Kathline

Martin Scorsese ci racconta la storia dell'infiltrato Billy (Leonardo DiCaprio), dell'agente Colin (Matt Damon)e del boss Costello (Jack Nicholson), tra doppiezze e ambiguità, in un intricato intreccio in cui non è facile trovare chi sono realmente i buoni e i cattivi.

Un ottimo film, con un cast stellare, in cui giganteggiano uno stratosferico Jack Nicholson e un ottimo Leonardo DiCaprio.

Unica nota stonata è la violenza a mio avviso a tratti esagerata.
Il finale è quanto non ci si aspetta\si vorrebbe (forse il film andava concluso prima).

Note: È un remake del film di Hong Kong Infernal Affairs. La sceneggiatura di The Departed venne scritta da William Monahan, che la basò su quella che Felix Chong e Siu Fai Mak avevano steso per Infernal Affairs.

Premi: The Departed ha ricevuto sei nomination al Golden Globe inclusi "miglior film drammatico", "miglior regista" a Martin Scorsese, "miglior attore" a Leonardo DiCaprio, "miglior attore non protagonista" a Jack Nicholson e Mark Wahlberg e "miglior sceneggiatura non originale" a William Monahan, vincendo il premio come "miglior regista" a Martin Scorsese.
Ha vinto inoltre 4 Oscar come "miglior film", "miglior regista", "migliore sceneggiatura non originale" e "miglior montaggio", più la nomination a Mark Wahlberg come "miglior attore non protagonista".

sabato 20 novembre 2010

The Rocker - la leggenda del batterista nudo (2008)

Genere commedia

Regia Peter Cattaneo
Soggetto Maya Forbes, Wally Wolodarsky, Ryan Jaffe
Sceneggiatura Maya Forbes, Wally Wolodarsky, Ryan Jaffe
Produttore Stephen R. Campanella, Shawn Levy, Lyn Lucibello, Tom McNulty
Musiche Christopher Faizi

Interpreti e personaggi:

Rainn Wilson: Robert 'Fish' Fishman
Christina Applegate: Kim Powell
Josh Gad: Matt Gadman
Teddy Geiger: Curtis Powell
Emma Stone: Amelia Stone
Will Arnett: Lex
Fred Armisen: Wayne Kerr
Howard Hesseman: Nev Gator
Lonny Ross: Timmy Sticks
Jason Sudeikis: David Marshall
Bradley Cooper: Trash Grice
Jon Glaser: Billy Ault
Jane Lynch: Lisa Gadman
Jeff Garlin: Stan Gadman


 
Il tema su cui ruota l'intera vicenda è quello della seconda possiblità.
Protagonista della storia è il batterista Robert 'Fish' Fishman.

Trama in breve: Dopo esser stato scaricato  dalla band dei Vesuvius, cerca la sua occasione di riscatto aiutando la band del nipote Matt.

C'è poco da dire: Secondo me il più bel film comico uscito negli ultimi tempi. Davvero un film fantastico!




Note:

-La storia ha un rimando alla realtà nel cameo di Pete Best, batterista nei Beatles dal ’60 al ’62, allorquando venne licenziato dal loro manager proprio a poca distanza dall’uscita dei due singoli che avviarono i Fab Four sulla via della leggenda. Abbandonata la musica per circa un ventennio, Best lavorò nel pubblico impiego e cadde in una profonda depressione che lo portò al tentato suicidio. Tornato a suonare, registrò un disco con una band e a settembre 2008 è prevista la pubblicazione del suo album di debutto da solista, a 67 anni.

Giù al nord Vs. Benvenuti al Sud

Francamente dire quale sia il migliore è davvero un'impresa.
Secondo me sono da vedere entrambi.

Chiariamoci, sono praticamente identici, in tutto e per tutto, ma la bravura dei vari attori, l'ambientarle in 2 realtà così divesificate, Bergues nel Nord-Pas de Calais e Castellabate in provincia di Salerno, li rende originali.
.

Personalmente ho visto prima quello francese e malgrado la mia riluttanza per il cinema francese, ne sono rimasto colpito. Certo non un capolavoro, ma il film scorre bene, fa ridere e alla fine ti lascia soddisfatto.


Quando ho visto poi quello italiano sono rimasto, anche in questo caso, impressionato.
Bisio è sempre bravissimo, Angela Finocchiaro e Alessandro Siani azzeccati per la parte.
Il film è stato reinventato e sono stati davvero bravi,  pur non stravolgendo la trama, ad adattare il film francese alla realtà italiana giocando sulla diverità tra nord e sud: dalle "rondinelle", alle code in autostrada, ai diversi modi di mangiare, all'usare gli stereotipi nord\sud (come i rifiuti per le strade, la nebbia...).


In Benvenuti al Sud appare come cameo anche Dany Boon, che nel film francese oltre a interpretare il postino, cura anche la regia la sceneggiatura e ne cura il soggetto.


Contrapponendo i due protagonisti del film: Dany Bloom secondo me è molto bravo e secondo me è meglio di  Alessandro Siani- Kad Merad sicuramente meno esuberante del poliedrico Bisio, se la cava  cmq egregiamente. 

sabato 13 novembre 2010

Banlieue 13 (2004)

Genere: Azione

RegiaPierre Morel
SceneggiaturaLuc Besson, Bibi Naceri
ProduttoreLuc Besson, Bernard Grenet

Interpreti e personaggi:

David Belle: Leïto
Cyril Raffaelli: Damien Tomaso
Larbi Naceri: Taha Bemamud
Tony D'Amario: K2
Dany Verissimo: Lola
François Chattot: Krüger
Nicolas Woirion: Corsini
Patrick Olivier: Colonnello
Samir Guesmi: Jamel

Parigi del 2013: Banlieue 13 è una città ghetto dove la legge non ha valore e le regole sono dettate dai più forti.
Damien, agente speciale della polizia francese si serve dell'aiuto di Leïto per indagare sulla sparizione di un'arma per la distruzione di massa.
 
-Spettacolari inseguimenti acrobatici parkour e free running, in sequenze girate senza stuntman, fili sospensi o computer grafica.
-Un film scorrevole: Tanta azione, splendidi combattimenti e acrobazie, il tutto avvalorato da riprese ben curate e coinvolgenti...da vedere!



Nel 2009  è stato girato il seguito, Banlieue 13 Ultimatum:
Un film piacevole che però non tocca gli apici del primo, sia per le scene che per la trama.
#Note:
Il protagonista David Belle è il fondatore del parkour.
« Per capire cosa è il Parkour si deve pensare alla differenza che c'è tra quello che è utile e quello che non è utile in eventuali situazioni di emergenza. Solo allora potrai capire ciò che è Parkour e ciò che non lo è »
 (David Belle)

Cos'è il  Parkour :     http://it.wikipedia.org/wiki/Parkour
 

End of days (Giorni contati) (1999)

Genere: horror, fantasy

Regia Peter Hyams
Sceneggiatura Andrew W. Marlowe
Fotografia Peter Hyams
Montaggio Jeff Gullo, Steven Kemper
Musiche John Debney

Interpreti e personaggi:
Arnold Schwarzenegger: Jericho Cane
Robin Tunney: Christine York
Gabriel Byrne: Satana
Rod Steiger: Padre Kovak
Kevin Pollak: Bobby Chicago
CCH Pounder: Detective Margie Francis
Derrick O'Connor: Thomas Aquinas
Miriam Margolyes: Mabel
Udo Kier: Head Priest

Non sarà certamente la trama più originale del mondo (Satana torna a New York per reincarnarsi), ma quando a recitare ci sono due bravissimi attori come Gabriel Byrne e Arnold Schwarzenegger e a curare gli effetti speciali e l´animazione c'è un certo Stan Winston (vincitore di molti premi Oscar per gli effetti speciali e per il trucco di film come "Aliens", "Terminator 2: Il Giorno del Giudizio") il film non può uscire male.

Altri punti favorevoli sono la solida regia e una raffinata fotografia.

Secondo me  è un film da vedere.
(Da ricordare l'ottima prova di Gabriel Byrne, sempre oscuro, elegante, magnetico).

giovedì 11 novembre 2010

The Prestige (2006)

Genere drammatico, fantascienza


Regia Christopher Nolan
Soggetto Christopher Priest (romanzo)
Sceneggiatura Jonathan Nolan, Christopher Nolan
Produttore Emma Thomas, Aaron Ryder, Christopher Nolan


Interpreti e personaggi
Hugh Jackman: Robert Angier / Gerald Root
Christian Bale: Alfred Borden
Michael Caine: Mr. Cutter
Piper Perabo: Julia McCullough
Rebecca Hall: Sarah
Scarlett Johansson: Olivia Wenscombe
David Bowie: Nikola Tesla
Andy Serkis: Mr. Alley

Il film viene visto come una grande magia e come ogni illusione che si rispetti è composta di 3 atti: la promessa, la svolta e il prestigio.

Tratto dall'omonimo romanzo di Christopher Priest , purtroppo inedito in Italia, narra le vicende di due maghi:  Robert Angier e Alfred Borden.
I due entrano in una competizione a metà fra professionalità e ossessione, cercando di carpirsi i segreti e di distruggersi a vicenda.

La scrittura della sceneggiatura è stata una lunga collaborazione dei fratelli Nolan e ha richiesto un periodo di cinque anni.

Come al solito Nolan riesce a ricreare quel mix magico che rende i suoi film sempre unici.
Ci ritroviamo a tifare prima per l'uno e poi per l'altro mago...a commuoverci, a indignarci, ad incantarci...sino ad arrivare al finale a sorpresa che chiude il cerchio.

Tutto è perfetto: trama, regia, costumi, musiche, narrazione e attori...
...che dire poi dei personaggi che gravitano intorno ai due protagonisti... c'è il carismatico Michael Caine, l'ipnotico David Bowie nei panni dello scienziato Nikola Tesla (http://it.wikipedia.org/wiki/Nikola_Tesla), l'intigante Scarlett Johansson...

....in breve... un film da vedere assolutamente.


#Particolari: Nei titoli di coda appare un ringraziamento a David Copperfield.

Inception: Teorie sul finale


Astenersi coloro che ancora non hanno avuto modo di vedere Inception.

Qui di seguito riporterò molte tesi sul finale del film, prese da svariati siti... a Voi la scelta (per quanto mi riguarda dal primo momento ho optato x il "reale")!

"Il Totem di Cobb cadrà, oppure continuerà a girare all’infinito?"

Altri dubbi:
I bambini: sembrano avere la stessa età nel finale e nei sogni di Cobb
La telefonata: Saito davvero ha talmente tanto potere da piegare la legge alla sua volontà?
La trottola: se è il totem di Mal, non dovrebbe funzionare per Cobb
Il limbo: quando Cobb scende dal terzo livello per recuperare Fischer, va nel limbo o in un quarto livello?

Possibili risposte:

Secondo Michael Caine, il quale, fuggendo qualsivoglia ambiguità, ha inteso dirimere la questione inerente a quell’ultimissima sequenza. E sapete a quante parole si riduce il tutto?
… è reale, perché io non sono mai nel sogno.

Pareri da internet:

-il totem comincia a vacillare mentre nei sogni aveva una rotazione talmente perfetta da apparire subito quasi irreale…
-I bambini sono vestiti uguali ma indossano scarpe diverse
-Per la questione dell’anello: è una osservazione che mi ha colpito molto e anche a me era balzata alla mente l’idea che fosse il vero totem di Cobb: anche perché non può essere un caso che sia presente in alcune scene ed in altre no, è chiaramente una scelta precisa. E cmq nella scena in cui incontra Saito anziano, l’anello ce lo ha ancora, ed ha già detto addio alla moglie, ha già accettato una vita senza di lei. Quindi è significativo, per me, che da quando si ritrova sull’aereo in poi non lo abbia più.
-Per quanto riguarda i bambini, a me erano parsi identici in tutte le scene precedenti e a dir la verità pure nella scena finale- Quindi vedere nei credits 4 attori per interpretarli, di cui due di due anni più grandi dei precedenti potrebbe indicare che quelli della scena finale erano effettivamente diversi.

Screenrant.com tenta di spiegare tutti i punti che potrebbero suggerire un finale non reale. Cobb e Saito tornano dal limbo, l’ambiguità della sequenza finale (dal risveglio in poi) è il colpo di genio di Nolan, ma tutto si spiega. In particolare, i bambini sembrano gli stessi, ma non lo sono, infatti nei credits ci sono due coppie di attori che li interpretano (a 3 e 5 anni). Saito può comprare una linea aerea in pochi giorni, non sembra così inverosimile che possa anche far decadere le accuse contro Cobb con un colpo di telefono (è pur sempre anche un film di fantascienza). Riguardo alla trottola, è vero che è il totem di Mal, ma è anche vero che essendo morta Mal, solo Cobb può sapere come funziona, ammesso che sia quello il suo totem. Un altro elemento che fa propendere Screenrant per la tesi “reale” è la fede di Cobb: la indossa nei sogni e non nella realtà, e nel finale, appunto, non ce l’ha. In molti, infatti, sostengono che sia quello il vero totem di Cobb e che la trottola sia l’ennesimo vicolo cieco in cui Nolan caccia il pubblico.

UStandOut.com è uno dei siti che appunto fa riferimento all’anello come vero totem (almeno per il pubblico)
per distinguere la realtà dalla fantasia, e liquida la questione dei bambini ricordando che mai, nel film, si sa quanto tempo sia passato da quando Cobb è scappato dagli Stati Uniti.
Inoltre, il sito fornisce un interessante grafico esplicativo dei vari livelli del sogno (sotto, nell’immagine), e abbraccia la teoria che il confronto tra Cobb e Mal non avvenga nel limbo ma in un quarto livello del sogno e che poi Cobb scenda ulteriormente a cercare Saito nel limbo. Sembra un dettaglio, ma è uno dei punti più dibattuti (ovvero, meno chiari) del film: a quel punto, è evidente che la confusione tra realtà, sogno e limbo è voluta da Nolan per preparare il finale e per suggerire che, forse, neanche Cobb riesce davvero a distinguere l’una dalle altre.
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In sintesi, per accettare il lieto fine, bisogna fare un atto di fede: la trottola cade, i bambini sono diversi da quelli del sogno (sono cresciuti), Saito è sufficientemente potente da scagionare Cobb, la sequenza sull’aereo è la realtà. Oppure, bisogna fidarsi di Michael Caine.
Dopo aver visto le teorie a supporto del “lieto fine” di Inception, secondo cui Cobb alla fine torna alla realtà, ecco le tesi più interessanti secondo cui il finale è ancora un sogno. E’ interessante il fatto che, una volta messa in discussione la realtà della sequenza finale, è praticamente immediato ipotizzare che anche tutto il resto del film potrebbe non essere quello che sembra.

ReelMovieNews torna sul taglio finale della trottola. Che stia per cadere o no, quanto tempo passa a girare da quando Cobb la fa partire a quando l’inquadratura torna su di essa? Fin troppo per essere reale, visto che in precedenza, si vede cadere piuttosto in fretta. Questo porta a supporre che Cobb sia rimasto nel limbo e che la sequenza del suo risveglio faccia in realtà parte di un ulteriore mondo che la sua mente ha creato per darsi, finalmente, pace.
Più interessante, però, pensare allora che l’intero film sia un prodotto della mente di Cobb, come sostiene anche questo blog su Moviefone. Il modo in cui gli elementi del suo subconscio – e solo del suo - influenzano il mondo dei sogni – che in teoria sono di altri –  lascia intendere che sia la mente di Cobb il teatro della scena. Che tutto il film sia il racconto, in realtà, di un elaboratissimo innesto fatto a Cobb (dal suocero? da Mal?) stesso per liberarlo dal suo senso di colpa o risvegliarlo dal limbo. Questo spiegherebbe anche il ruolo di Arianna, troppo brava per essere una principiante, troppo invadente per non avere un secondo fine, quello cioè di far uscire Cobb dal suo labirinto.
Certamente, ripensare Inception in quest’ottica è sconvolgente. Da questo punto di vista, il totem potrebbe essere un elemento ingannevole, un falso, perché prodotto anch’esso dalla mente di Cobb, quindi per nulla indicativo di cosa sia reale e cosa non lo sia.
L’alternativa è che Cobb sia perso definitivamente nel limbo e che, liberato dal senso di colpa, ma incapace di distinguere realtà e sogno, abbia creato un mondo in cui è libero di riabbracciare i propri figli (il simbolo della sua liberazione interiore è il decadimento delle accuse nei suoi confronti, così come il senso di colpa che lo perseguitava era rappresentato dal suo stato di ricercato, anche quello parte del suo sogno). Evidentemente, che la trottola si arresti o meno, non ha più importanza, il cammino emotivo del personaggio di Cobb è concluso.

Slate.com riassume tutte le possibili teorie: se tutto il film è esattamente quello che sembra, ci sono due possibilità, che Cobb torni a casa o che stia ancora sognando, ma solo il finale non sarebbe reale. Se invece Cobb è il target dell’innesto, allora almeno parte delle scene “nel mondo reale” dovrebbero essere sogni di Cobb, l’idea da impiantare nella mente di Cobb è quella di lasciar andare Mal, il finale è reale e l’innesto è riuscito. Oppure, è tutto un sogno, finale compreso.
Oppure, interpretazione metafilmica: tutto Inception è una metafora del fare film: il pubblico è il target, l’innesto è il film stesso, il regista crea il mondo dei sogni e noi, immersi in esso, lo popoliamo con le nostre percezioni. Alla fine, probabilmente, che Cobb sia sveglio o meno importa relativamente. Nolan ci ha raccontato un’altra grande storia e ci ha mostrato anche come si racconta una grande storia, svelandoci come in un making of, cosa deve accadere nella nostra mente perchè essa sia trasportata altrove in maniera convincente, quanto un film deve scavare perchè tocchi la nostra sfera emotiva e quella razionale, perchè non ci abbandoni neanche quando le luci si riaccendono.


----------------Aggiornamento "Settembre 2012"-------------------:

“Inception”: il finale spiegato da Michael Caine
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Durante un programma radiofonico in BBC per presentare la sua autobiografia, Michael Caine si è lasciato sfuggire la spiegazione su quello che avrebbe dovuto rimanere un piccolo puzzle a beneficio degli spettatori, dichiarando che la trottola in effetti alla fine cade, e in quel momento la camera torna su di lui: “ se sono lì è ovvio che sia realtà, perché non ho mai fatto parte del sogno. Sono colui che ha inventato il sogno”.