Regia Carlo Verdone
Soggetto Carlo Verdone, Pasquale Plastino, Maruska Albertazzi
Sceneggiatura Carlo Verdone, Pasquale Plastino, Maruska Albertazzi
Produttore Aurelio De Laurentiis, Luigi De Laurentiis
Distribuzione (Italia) Filmauro
Scenografia Luigi Marchione
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Interpreti e personaggi:
Carlo Verdone: Ulisse Diamanti
Marco Giallini: Domenico Segato
Pierfrancesco Favino: Fulvio Brignola
Diane Fleri: Claire
Micaela Ramazzotti: Gloria
Nicoletta Romanoff: Lorenza
Nadir Caselli: Gaia
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Verdone ci racconta la storia di 3 miserabili moderni.
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Le migliori parti del film sono sicuramente quelle in cui Carlo Verdone, Marco Giallini, Pierfrancesco Favino sono assieme.
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-Verdone recita più con le espressioni che con veri dialoghi.
-Favino ricalca sempre gli stessi stereotipi nel recitare ... come nelle poche commedie che ho visto con lui tra i protagonisti...
Sono curioso e mi riprometto di vederlo in un film di genere diverso...
-Micaela Ramazzotti invece è irritante... fortunatamente verso fine film migliora la sua interpretazione...
-Gallini mediocre...
Ho trovato il film scorrevole. Si lascia guardare insomma...
Mi sono piaciute molto le musiche e come ha caratterizzato il suo personaggio.
La scena peggiore, secondo me, è quella in cui tentano di fare il furto.
L'ho trovata: scontata scadente, deprimente, triste... ma è il mio giudizio... al cinema c'era gente con i crampi dal ridere... ... ... sarà.............
mercoledì 28 marzo 2012
mercoledì 21 marzo 2012
The Social Network (2010)
Regia David Fincher
Soggetto Ben Mezrich
Sceneggiatura Aaron Sorkin
Produttore Dana Brunetti, Ceán Chaffin, Michael De Luca, Scott Rudin
Produttore esecutivo Aaron Sorkin, Kevin Spacey
Casa di produzione Columbia Pictures
Relativity Media
Michael De Luca Productions
Scott Rudin Productions
Trigger Street Productions
Distribuzione (Italia) Sony Pictures
Fotografia Jeff Cronenweth
Montaggio Kirk Baxter, Angus Wall
Musiche Trent Reznor, Atticus Ross
Scenografia Donald Graham Burt
Costumi Jacqueline West
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Interpreti e personaggi
Jesse Eisenberg: Mark Zuckerberg
Andrew Garfield: Eduardo Saverin
Justin Timberlake: Sean Parker
Armie Hammer: Cameron e Tyler Winklevoss
Max Minghella: Divya Narendra
Brenda Song: Christy Lee
Rashida Jones: Marylin Delpy
Joseph Mazzello: Dustin Moskovitz
Rooney Mara: Erica Albright
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Doppiatori italiani
Davide Perino: Mark Zuckerberg
Lorenzo de Angelis: Eduardo Saverin
Gabriele Lopez: Sean Parker
Marco Vivio: Cameron e Tyler Winklevoss
Gianfranco Miranda: Divya Narendra
Elena Perino: Christy Lee
Barbara De Bortoli: Marylin Delpy
Simone Veltroni: Dustin Moskovitz
Chiara Gioncardi: Erica Albright
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Facebook: Film incentrato sui fondatori e sul fenomeno popolare che ha creato.
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Il film mi è piaciuto.
Bravi gli attori.
David Fincher descrive perfettamente il vuoto/ l'ansia di relazionarsi con il prossimo/ la voglia di diventare ricchi e rispettati.
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La pellicola scivola via veloce e mantiene attiva l'attenzione dello spettatore.
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Il regista riesce a incuriosire lo spettatore miscelando sapientemente: avvocati, programmatori, nerd, giovani rampanti, matricole impazienti di iscriversi ad una delle varie fratellanze del college...
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Da vedere sicuramente!
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Nota: Il film fa pensare alla famosa frase di Groucho Marx: "Non vorrei mai far parte di un club che accettasse tra i suoi soci uno come me" (dimissioni di Groucho dal Friar's Club di Hollywood).
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Riconoscimenti :
2011 - Premio Oscar
Migliore sceneggiatura non originale a Aaron Sorkin
Miglior montaggio a Kirk Baxter e Angus Wall
Miglior colonna sonora a Trent Reznor e Atticus Ross
Nomination Miglior film a Scott Rudin, Dana Brunetti, Michael De Luca e Ceán Chaffin
Nomination Migliore regia a David Fincher
Nomination Miglior attore protagonista a Jesse Eisenberg
Nomination Migliore fotografia a Jeff Cronenweth
Nomination Miglior sonoro a Ren Klyce, David Parker, Michael Semanick e Mark Weingarten
2011 - Golden Globe
Miglior film drammatico
Migliore regia a David Fincher
Migliore sceneggiatura a Aaron Sorkin
Miglior colonna sonora a Trent Reznor e Atticus Ross
Nomination Miglior attore in un film drammatico a Jesse Eisenberg
Nomination Miglior attore non protagonista a Andrew Garfield
2011 - Premio BAFTA
Migliore regia a David Fincher
Migliore sceneggiatura non originale a Aaron Sorkin
Miglior montaggio a Kirk Baxter e Angus Wall
Nomination Miglior film
Nomination Miglior attore protagonista a Jesse Eisenberg
Nomination Miglior attore non protagonista a Andrew Garfield
2011 - Premio César
Miglior film straniero a David Fincher
2010 - National Board of Review Award
Miglior film
Migliore regia a David Fincher
Miglior attore protagonista a Jesse Eisenberg
Migliore sceneggiatura non originale a Aaron Sorkin
2011 - Kansas City Film Critics Circle Award
Miglior film
Migliore sceneggiatura non originale a Aaron Sorkin
2011 - Critics' Choice Movie Award
Miglior film a David Fincher
Migliore sceneggiatura non originale a Aaron Sorkin
Miglior colonna sonora a Trent Reznor e Atticus Ross
Nomination Miglior cast
Nomination Migliore regia a David Fincher
Nomination Miglior attore protagonista a Jesse Eisenberg
Nomination Miglior attore non protagonista a Andrew Garfield
Nomination Miglior montaggio a Kirk Baxter e Angus Wall
Nomination Miglior sonoro a Ren Klyce, David Parker, Michael Semanick e Mark Weingarten
2010 - Los Angeles Film Critics Association Award
Miglior film
Migliore regia a David Fincher
Migliore sceneggiatura non originale a Aaron Sorkin
Miglior colonna sonora a Trent Reznor e Atticus Ross
2011 - MTV Movie Award
Miglior film
Miglior performance rivelazione a Andrew Garfield
Miglior battuta ("If you guys were the inventors of Facebook, you'd have invented Facebook.") a Jesse Eisenberg
Miglior battuta ("...A million dollars isn't cool. You know what's cool?" "A billion dollars. And that shut everybody up.") a Justin Timberlake e Andrew Garfield
Migliore performance maschile a Jesse Eisenberg
2010 - Satellite Award
Miglior film drammatico
Migliore regia a David Fincher
Migliore sceneggiatura non originale a Aaron Sorkin
Nomination Miglior attore in un film drammatico a Jesse Eisenberg
Nomination Miglior attore non protagonista a Andrew Garfield
Nomination Miglior montaggio a Kirk Baxter e Angus Wall
Nomination Miglior colonna sonora a Trent Reznor e Atticus Ross
2010 - Screen Actors Guild Award
Nomination Miglior cast
Nomination Miglior attore protagonista a Jesse Eisenberg
2010 - New York Film Critics Circle Award
Miglior film
Migliore regia a David Fincher
mercoledì 14 marzo 2012
Revolutionary Road (2008)
Regia Sam Mendes
Soggetto Richard Yates
Sceneggiatura Justin Haythe
Produttore Scott Rudin, Sam Mendes, John Hart, Bobby Cohen
Distribuzione (Italia) Universal Pictures
Fotografia Roger Deakins
Montaggio Tariq Anwar
Musiche Thomas Newman
Scenografia Kristi Zea
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Interpreti e personaggi
Leonardo DiCaprio: Frank Wheeler
Kate Winslet: April Wheeler
Michael Shannon: John Givings
Kathy Bates: Mrs. Helen Givings
Kathryn Hahn: Milly Campbell
Max Casella: Ed Small
Zoe Kazan: Maureen Grube
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Doppiatori italiani
Francesco Pezzulli: Frank Wheeler
Chiara Colizzi: April Wheeler
Pierfrancesco Favino: John Givings
Lorenza Biella: Mrs. Helen Givings
Ilaria Giorgino: Milly Campbell
Domitilla D'Amico: Maureen Grube
Solitamente non è il mio genere di film...
Comunque questa pellicola mi è piaciuta, anche grazie alla splendida recitazione di tutto il cast...
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DiCaprio lo definirei gigantesco...
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Kate Winslet è bravissima. Riesce ad interpretare una donna a noi molto contemporanea, vogliosa di mettersi in gioco e di ribellarsi ai solidi schemi della classica e tradizionale famiglia americana anni '50...
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Assistiamo alla storia di questa coppia, piena di idee e voglia di vivere, formata da due giovani anticonformisti che alla fine però deve tristemente rassegnarsi ad un futuro per loro già scritto .
Assistiamo alle loro frustazioni, alla loro paura di cambiare, alle loro nevrosi e difficoltà ad uscire dagli schemi...
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Un film non facile... a tratti struggente, ma che non annoia mai.
Riconoscimenti:
2009 - Premio Oscar
Nomination Miglior attore non protagonista a Michael Shannon
Nomination Migliore scenografia a Kristi Zea e Debra Schutt
Nomination Migliori costumi a Albert Wolsky
2009 - Golden Globe
Miglior attrice in un film drammatico a Kate Winslet
Nomination Miglior film drammatico
Nomination Migliore regia a Sam Mendes
Nomination Miglior attore in un film drammatico a Leonardo DiCaprio
2009 - Premio BAFTA
Nomination Miglior attrice protagonista a Kate Winslet
Nomination Migliore sceneggiatura non originale a Justin Haythe
Nomination Migliore scenografia a Kristi Zea e Debra Schutt
Nomination Migliori costumi a Albert Wolsky
2008 - Chicago Film Critics Association Award
Nomination Miglior attore non protagonista a Michael Shannon
2008 - Las Vegas Film Critics Society Award
Miglior attrice protagonista a Kate Winslet
2008 - London Film Critics Circle Award
Attrice dell' anno a Kate Winslet
2008 - Vancouver Film Critics Circle Awards
Miglior attrice protagonista a Kate Winslet
2008 - St. Louis Gateway Film Critics Association Award
Miglior attrice protagonista a Kate Winslet
2009 - Palm Springs International Film Festival
Miglior cast
2008 - Satellite Award
Miglior attore non protagonista a Michael Shannon
Nomination Miglior film drammatico
Nomination Migliore sceneggiatura non originale a Justin Haythe
Nomination Miglior attore in un film drammatico a Leonardo DiCaprio
Nomination Migliore scenografia a Kristi Zea e Debra Schutt
2009 - Screen Actors Guild Award
Nomination Miglior attrice protagonista a Kate Winslet
2008 - Southeastern Film Critics Association Award
Nomination Miglior film
giovedì 8 marzo 2012
This Must Be the Place (2011)
Regia Paolo Sorrentino
Soggetto Paolo Sorrentino
Sceneggiatura Paolo Sorrentino, Umberto Contarello
Produttore Nicola Giuliano, Francesca Cima, Andrea Occhipinti, Michèle Petin, Laurent Petin, Ed Guiney, Andrew Lowe
Produttore esecutivo Ronald M. Bozman
Viola Prestieri
Casa di produzione Medusa Film, Indigo Film, Lucky Red, ARP Sélection, Element Pictures
Distribuzione (Italia) Medusa Film
Fotografia Luca Bigazzi
Montaggio Cristiano Travaglioli
Musiche David Byrne, Will Oldham
Scenografia Stefania Cella
Costumi Karen Patch
-
Interpreti e personaggi:
Sean Penn: Cheyenne/John Smith
Frances McDormand: Jane
Eve Hewson: Mary
Judd Hirsch: Mordecai Midler
Kerry Condon: Rachel
Harry Dean Stanton: Robert Plath
Joyce Van Patten: Dorothy Shore
Olwen Fouéré: madre di Mary
Shea Whigham: Ernie Ray
Heinz Lieven: Aloise Lange
David Byrne: se stesso
-
Doppiatori italiani:
Massimo Rossi: Cheyenne
Antonella Giannini: Jane
Letizia Ciampa: Mary
Stefano De Sando: Mordecai Midler
Myriam Catania: Rachel
Carlo Valli: Robert Plath
Giuliana Lojodice: Dorothy Shore
Ada Maria Serra Zanetti: madre di Mary
Rodolfo Bianchi: Ernie Ray
Omero Antonutti: Aloise Lange
Fabrizio Pucci: David Byrne
-
Premi
Festival di Cannes 2011: Premio ecumenico
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Un film davvero particolare...
Allucinato, cinico, a tratti comico...e potrei andare avanti...
Sorrentino si perde e ci fa perdere e confondere durante la "lunga" narrazione delle vicende dello stralunato/"bruciato" Cheyenne...
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Sean Penn è fantastico... recita praticamente da solo e dicendo pochissime azzeccate battute o versi...
Insomma un film da gustarsi sopportando una narrazione allucinata e soporifera e che si avvale di immensi silenzi...
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Spiegazione del film (gentilmente fornita da Internet):
1) Cheyenne è una rock star in declino, celebre negli anni ottanta come leader del gruppo musicale dei Fellows. Da diversi anni ha scelto un esilio volontario nella sua grande casa di Dublino, dove vive con la compagna Jane. Proprio la compagna e i numerosi fan, che lo vedono ancora come un'icona, cercano di spingerlo a tornare sulle scene, ma lui depresso e ansioso non crede più nel potere taumaturgico del rock. Tra l'altro due suoi giovani fans hanno deciso di suicidarsi dopo che avevano sentito le sue canzoni (ti ricordi il vecchietto che gli dice:"quante volte devo dirle di non venire sulla tomba dei miei figli?")
2) E' una metafora: è la tragedia di un popolo, quello indiano, costretto dall’uomo bianco al silenzio e a vivere nel nulla assoluto delle riserve a loro destinate. Come è una metafora il respiro del bisonte, anch’esso simbolo di uno sterminio subito, che osserva la casa del criminale nazista, simbolo di uno sterminio perpetrato.
3) Perché uccidere un tale mostro sarebbe stato diventare lui stesso un mostro (te lo ricordi il vecchietto nel negozio di armi?) e poi lo ha condannato ad un martirio peggiore: nudo, nella neve e nel gelo. Ti ricordo il girone infernale di Dante... quello dei traditori: il contrappasso dei traditori è il gelo. Innanzi tutto il gelo che avvolge i traditori può essere messo in relazione con il freddo e la durezza "del cuore" necessario a chi compia con lucidità un tradimento, magari nella freddezza della premeditazione, in contrapposizione con il calore umano (o il fuoco della carità, come Dante la ritrarrà personificata nel Paradiso terrestre, sulla sommità del Purgatorio). Inoltre essi rappresentano il massimo della degradazione umana, essendo il loro peccato il più grave dell'Inferno e sono retrocessi nella loro immobilità a "pietre-umane" (pensa al già grave degradamento dei ladri trasformati in serpenti o dei suicidi in sterpi, tutto sommato creature ben superiori alle pietre inanimate).
4) Perché è fuggito il figlio, sempre per "colpa" delle canzoni di Cheyenne. Vuoi sapere perché una madre aspetterebbe anche una vita il figlio che è fuggito? Amore.
5/6) Perché ha fumato la sigaretta offerta dal grassone all'aeroporto (una metafora ovviamente).
Tra l'altro ha preso un aereo (lo avevi notato?) lui che prima ne era terrorizzato.
Perché il suo viaggio è terminato e dopo ogni viaggio si torna cambiati.
Ti ricordi? Lui non aveva mai fumato... la madre alla finestra gli ha detto:"Solo i bambini non fumano".
Lui adesso è cambiato, è diventato un uomo.
mercoledì 7 marzo 2012
The Breakfast Club (1985)
Genere Commedia
Regia John Hughes
Soggetto John Hughes
Sceneggiatura John Hughes
Produttore Gil Friesen
Fotografia Thomas Del Ruth
Montaggio Dede Allen
Effetti speciali William H. Schirmer
Musiche Keith Forsey
Scenografia Jennifer Polito
Costumi Marilyn Vance
Trucco Ron Walters
.
Interpreti e personaggi
Emilio Estevez: Andrew 'Andy' Clark
Anthony Michael Hall: Brian Johnson
Judd Nelson: John Bender
Molly Ringwald: Claire Standish
Ally Sheedy: Allison Reynolds
Paul Gleason: Richard Vernon, il preside
John Kapelos: Carl, il bidello
.
Doppiatori italiani
Mauro Gravina: Andrew 'Andy' Clark
Fabio Boccanera: Brian Johnson
Tonino Accolla: John Bender
Fiamma Izzo: Claire Standish
Giuppy Izzo: Allison Reynolds
Sandro Iovino: Richard Vernon, il preside
Massimo Rinaldi: Carl, il bidello
.
.
Purtroppo ho visto questo film nel 2012 e non nel 1985... quindi il mio giudizio ne ha risentito...
.
L'ho trovato pesantissimo... una noia mortale...
Mi sono sforzato quasi tutto il tempo... per tenere viva l'attenzione ... ma (cosa che non mi succede mai) verso la fine ho alzato bandiera bianca...
Ho letto comunque il finale...
Me ne dispiace, ma l'ho trovato superato e "per me" estenuante...
Regia John Hughes
Soggetto John Hughes
Sceneggiatura John Hughes
Produttore Gil Friesen
Fotografia Thomas Del Ruth
Montaggio Dede Allen
Effetti speciali William H. Schirmer
Musiche Keith Forsey
Scenografia Jennifer Polito
Costumi Marilyn Vance
Trucco Ron Walters
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Interpreti e personaggi
Emilio Estevez: Andrew 'Andy' Clark
Anthony Michael Hall: Brian Johnson
Judd Nelson: John Bender
Molly Ringwald: Claire Standish
Ally Sheedy: Allison Reynolds
Paul Gleason: Richard Vernon, il preside
John Kapelos: Carl, il bidello
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Doppiatori italiani
Mauro Gravina: Andrew 'Andy' Clark
Fabio Boccanera: Brian Johnson
Tonino Accolla: John Bender
Fiamma Izzo: Claire Standish
Giuppy Izzo: Allison Reynolds
Sandro Iovino: Richard Vernon, il preside
Massimo Rinaldi: Carl, il bidello
.
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Purtroppo ho visto questo film nel 2012 e non nel 1985... quindi il mio giudizio ne ha risentito...
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L'ho trovato pesantissimo... una noia mortale...
Mi sono sforzato quasi tutto il tempo... per tenere viva l'attenzione ... ma (cosa che non mi succede mai) verso la fine ho alzato bandiera bianca...
Ho letto comunque il finale...
Me ne dispiace, ma l'ho trovato superato e "per me" estenuante...
martedì 28 febbraio 2012
Porco Rosso (1992)
Genere animazione
Regia Hayao Miyazaki
Soggetto Hayao Miyazaki, Hikōtei Jidai (manga)
Sceneggiatura Hayao Miyazaki
Produttore Toshio Suzuki
Produttore esecutivo Yoshio Sasaki, Sokai Tokuma, Yasuyoshi Tokuma, Matsuo Toshimitsu
Casa di produzione Studio Ghibli
Distribuzione (Italia) Lucky Red
Art director Yoshitsu Hisamura
Animatori Megumi Kagawa, Toshio Kawaguchi
Fotografia Atsushi Okui
Montaggio Hayao Miyazaki
Effetti speciali Kaoji Tanifuji, Setsuko Tamai, Tomoji Hashizume
Musiche Joe Hisaishi, Tokiko Kato (compositore della canzone-tema "Toki ni wa Mukashi no Hanashi o")
Scenografia Katsu Hisamura
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Doppiatori originali:
Shuichiro Moriyama: Porco Rosso
Akio Otsuka: Donald Curtis
Tokiko Kato: Madame Gina
Akemi Okamura: Fio Piccolo
Tsunehiko Kamijo: Mamma Aiuto Boss
Sanshi Katsura: Mr. Piccolo
Doppiatori italiani:
Gualtiero Cannarsi: (dialoghi italiani e direzione del doppiaggio)
Massimo Corvo: Porco Rosso
Fabrizio Pucci: Donald Curtis
Roberta Pellini: Madame Gina
Joy Saltarelli: Fio Piccolo
Paolo Buglioni: Boss Mamma Aiuto
Massimo De Ambrosis: Ferrarin
Armando Bandini: Mr. Piccolo
Roberto Draghetti: Boss Francese
Gerolamo Alchieri: Boss Siciliano
Carlo Reali: Boss Austroungarico
Paolo Marchese: Sgherro con maglia rossa di Boss M.A.
Luigi Ferraro: Sgherro fuciliere di Boss M.A.
Elena Magoia: Nonna
Franco Mannella: Giornalista
Bruno Conti: Barista
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Uscito in Giappone nel 1992, a novembre 2010 finalmente (e fortunatamente) arriva anche nelle nostre sale cinematografiche.
Devo dire che Hayao Miyazaki riesce, in ogni sua opera, a lasciarmi senza parole.
Tratta ogni tema... crea sempre storie diverse... emoziona e commuove... incolla lo spettatore alla poltrona regalando momenti di divertimento, d'azione e di riflessione...
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Trama:
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Marco Pagot è un asso dell'aviazione militare italiana che, in seguito ad un misterioso incidente durante la Prima Guerra Mondiale, al quale sopravvive miracolosamente, assume per magia l'aspetto di un maiale antropomorfo.
Abbandona dunque l'aeronautica e la vita mondana e si ritira, guadagnandosi da vivere con le taglie poste sui pirati dell'aria che combatte con il suo monoplano dipinto di rosso (da cui il soprannome "Porco Rosso").
Il film segue le sue avventure tra l'Istria e Milano, in un'Italia immaginaria mostrata attraverso splendide vedute aeree, nel conflitto con un pilota americano, con i pirati e con il fascismo.
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Temi:.
Porco Rosso, pur nella bizzarria tematica e nell'anomalia dell'ambientazione che ne costituisce il fascino, è fedele ai temi del maestro dell'animazione giapponese, come quello della maledizione (la metamorfosi suina di Marco come quella dei genitori di Chihiro ne La città incantata o la malattia di Ashitaka in Princess Mononoke), il volo (con i duelli aerei di fantasiosi velivoli), la presenza di un personaggio femminile adolescente, la rinuncia ad una distinzione netta tra buoni e cattivi.
Più in particolare, la metafora dell'uomo-maiale si presta a più interpretazioni. In chiave buddhista, il maiale rappresenta i difetti dell'uomo, ma è anche vero che il maiale è un animale simpatico a Miyazaki, tanto che lo Studio Ghibli è anche detto buta-ya (la casa del porco) per via di un'insegna vittoriana raffigurante un maiale che campeggia sul portico dell'edificio. Nella prima stesura del soggetto, le composizioni grafiche Zassō notō, poi, il personaggio di Marco era un vecchio maiale che seduce la ragazzina ed è poi riscattato dal suo amore, ma nel film di questo non v'è più traccia, anche se la connotazione erotico-estetica rimane, dato che l'uomo-maiale è anche il fascino maschile che prescinde dalla bellezza. Probabilmente, però, le due letture privilegiate della metafora riguardano due aspetti diversi del personaggio, uno pubblico e l'altro privato. "Porco rosso" può leggersi, infatti, come insulto fascista, dal momento che la posizione politica di Marco è chiara nella sua scelta contro il regime, che lo ha per questo messo all'indice, riducendolo ad essere un reietto cacciatore di taglie. D'altra parte, Marco si sente un maiale per essere l'unico sopravvissuto alla battaglia aerea in cui sono morti tutti i suoi compagni, fatto considerato disonorevole dai giapponesi.
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Musiche:
Da segnalare la colonna sonora di Joe Hisaishi, collaboratore abituale, oltre che di Miyazaki, anche di Takeshi Kitano.
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Riferimenti:.
-Il nome del protagonista, Marco Pagot, è un omaggio ai fratelli Nino e Toni Pagot, famosi fumettisti italiani, creatori ad esempio del personaggio di Calimero, e i cui figli Marco e Gi Pagot hanno collaborato con Miyazaki alla creazione della serie di animazione Il fiuto di Sherlock Holmes.
-Il primo pilota dei due caccia appartenenti alla grande nave da crociera è Francesco Baracca, che è realmente stato un grande aviatore italiano nella prima guerra mondiale a cui sono dedicati aeroclub e strade.
-Il secondo pilota è Adriano Visconti, asso della seconda guerra mondiale con dieci vittorie al suo attivo.
-Un disegno della Mole Antonelliana compare nei titoli di coda.
-Uno dei personaggi è un aviatore ex commilitone di Porco Rosso di nome Ferrarin, che, pur entrato nell'aviazione militare fascista, nella storia aiuta Marco in onore alla vecchia amicizia. Un aviatore di nome Arturo Ferrarin è realmente esistito e nel 1920 ha coperto per la prima volta il percorso aereo Roma-Tokyo. Ferrarin ha effettivamente pilotato, nella Coppa Schneider del 1926, l'idrocorsa Macchi M.39 con cui lo si vede in una scena affiancare il velivolo di Porco Rosso.
-Quando Porco Rosso ripara il suo aereo lo porta dal costruttore dello stesso, la "Piccolo SPA", il cui titolare gli propone un nuovo motore (un FIAT A.S.2, vincitore della Coppa Schneider del 1926, vinta dall'italiano Mario de Bernardi) sui cui compare la scritta "Ghibli", soprannome del bimotore multiruolo della seconda metà degli anni trenta, Caproni Ca.309. Il nome dello studio cinematografico fondato dal regista (Studio Ghibli) è infatti anche un tributo alla passione di Miyazaki per la storia dell'aeronautica.
-Un "cameo" dello Studio Ghibli è presente anche durante la fuga in camion dalla polizia fascista in cui, oltre il finestrino del lato guida, si intravede un'insegna di una pensione, la "Pensione Ghibli".
Benché l'iconografia ed il merchandising posteriore al film lo identifichino come SIAI S.21 (citato anche erroneamente come Savoia S.21 o Savoia-Marchetti S.21), Porco Rosso pilota un idrovolante di fantasia ispirato a due velivoli realmente esistiti: il SIAI S.12/S.13 biplano idrovolante da ricognizione/caccia e il Macchi M.33 monoplano idrovolante da competizione. Il SIAI S.21 è, contrariamente a quello protagonista del film, un biplano.
"Mamma aiuto", nome di una delle bande di pirati, è una citazione di Mammaiut, soprannome dell'idrovolante CANT Z.501, diventato poi il grido di reparto del 15º Stormo SAR.
L'aereo pilotato dal personaggio statunitense Donald Curtis è un Curtiss R3C-2, di produzione americana. Questo aereo vinse la Coppa Schneider nel 1925.
Nella scena in cui Marco ricorda i compagni caduti appaiono dei Macchi M.5 della prima guerra mondiale. Gli aerei nemici nella stessa scena sembrano essere degli Hansa-Brandenburg CC austriaci.
Nel film compare anche un Savoia-Marchetti S.55.
I personaggi dei Pirati hanno (o daranno) varie ispirazioni: si va da Lepka di Conan il ragazzo del futuro (il pirata con un occhio bendato) all'Uomo delle Caldaie de La città incantata (pirata calvo con baffoni e occhialini tondi neri), fino al Bluto di Popeye (capo di "Mamma aiuto").
La canzone interpretata da Madame Gina durante l'esibizione all'Hotel Adriano è "Le temps des cerises", celebre canzone scritta nel 1866 da Jean-Baptiste Clément (poi musicata nel 1868 da Antoine Renard), che il suo autore nel 1871 dedicò a una donna morta durante la Settimana di sangue, tragico epilogo della Comune di Parigi. Nella tradizione popolare francese la canzone è così rimasta strettamente legata alla memoria della Comune, diventando simbolicamente l'inno a posteriori di quel tentativo rivoluzionario.
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Errori:.
Essendo il film ambientato in Italia e nell'Istria degli anni venti, tutte le scritte che compaiono nel film d'animazione sono in italiano, ma in alcuni casi presentano lievi errori ortografici. Per esempio, in alcune scene dell'officina "Piccolo S.p.a.", si legge in un cartello alle spalle del titolare: "NON SI FO CREDITO" ("fo" invece di "fa"), o sul "Giornale del Mare", sotto il titolo di prima pagina riguardante l'abbattimento dell'aereo di Porco Rosso, si legge "Vivo a morto?" (invece di "Vivo o morto"?). Nella scena al night club prima dell'arrivo di Porco Rosso si legge, sempre sul giornale, "Mamma aito" invece di "Mamma aiuto" e "L'bambie sano e sa..." con cui probabilmente si intendeva "Le bambine sane e sa...".
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Premi:.
1992 - Ishihara Yujiro Award ai Nikkan Sports Film Awards
1993 - 2 Mainichi Film Concours: "Miglior Film d'Animazione" ad Hayao Miyazaki, "Migliore Colonna Sonora" a Joe Hisaishi
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Note:
Le ultime voci danno quasi per certa la lavorazione di un seguito della pellicola che si chiamerà Porco rosso: The Last Sortie.
lunedì 27 febbraio 2012
Kramer contro Kramer (1979)
Un film di Robert Benton.
Con Dustin Hoffman, Meryl Streep, Jane Alexander (I), Justin Henry, Howard Duff.
Ieri sera ho rivisto Kramer contro Kramer... che dire... un grandissimo film recitato in maniera magistrale...
Bellissimo...
Riconoscimenti:
1980 - Premio Oscar
Miglior film a Stanley R. Jaffe
Migliore regia a Robert Benton
Miglior attore protagonista a Dustin Hoffman
Miglior attrice non protagonista a Meryl Streep
Miglior sceneggiatura non originale a Robert Benton
Nomination Miglior attore non protagonista a Justin Henry
Nomination Miglior attrice non protagonista a Jane Alexander
Nomination Migliore fotografia a Néstor Almendros
Nomination Miglior montaggio a Gerald B. Greenberg
.
1980 - Golden Globe
Miglior film drammatico
Miglior attore in un film drammatico a Dustin Hoffman
Miglior attrice non protagonista a Meryl Streep
Migliore sceneggiatura a Robert Benton
Nomination Migliore regia a Robert Benton
Nomination Miglior attore non protagonista a Justin Henry
Nomination Miglior attrice non protagonista a Jane Alexander
Nomination Miglior attore debuttante a Justin Henry
.
1981 - Premio BAFTA
Nomination Miglior film a Stanley R. Jaffe
Nomination Migliore regia a Robert Benton
Nomination Miglior attore protagonista a Dustin Hoffman
Nomination Miglior attrice protagonista a Meryl Streep
Nomination Migliore sceneggiatura non originale a Robert Benton
Nomination Miglior montaggio a Gerald B. Greenberg
.
1980 - Kansas City Film Critics Circle Award
Miglior film
Migliore regia a Robert Benton
Miglior attore protagonista a Dustin Hoffman
Miglior attrice non protagonista a Meryl Streep
.
1981 - Premio César
Nomination Miglior film straniero a Robert Benton
Miglior film a Stanley R. Jaffe
Migliore regia a Robert Benton
Miglior attore protagonista a Dustin Hoffman
Miglior attrice non protagonista a Meryl Streep
Miglior sceneggiatura non originale a Robert Benton
Nomination Miglior attore non protagonista a Justin Henry
Nomination Miglior attrice non protagonista a Jane Alexander
Nomination Migliore fotografia a Néstor Almendros
Nomination Miglior montaggio a Gerald B. Greenberg
.
1980 - Golden Globe
Miglior film drammatico
Miglior attore in un film drammatico a Dustin Hoffman
Miglior attrice non protagonista a Meryl Streep
Migliore sceneggiatura a Robert Benton
Nomination Migliore regia a Robert Benton
Nomination Miglior attore non protagonista a Justin Henry
Nomination Miglior attrice non protagonista a Jane Alexander
Nomination Miglior attore debuttante a Justin Henry
.
1981 - Premio BAFTA
Nomination Miglior film a Stanley R. Jaffe
Nomination Migliore regia a Robert Benton
Nomination Miglior attore protagonista a Dustin Hoffman
Nomination Miglior attrice protagonista a Meryl Streep
Nomination Migliore sceneggiatura non originale a Robert Benton
Nomination Miglior montaggio a Gerald B. Greenberg
.
1980 - Kansas City Film Critics Circle Award
Miglior film
Migliore regia a Robert Benton
Miglior attore protagonista a Dustin Hoffman
Miglior attrice non protagonista a Meryl Streep
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1981 - Premio César
Nomination Miglior film straniero a Robert Benton
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